Map scadenti, il Pm insiste: tutti a giudizio
La Procura non molla la presa nonostante una perizia che scagiona gli imputati. Si decide il 23
L’AQUILA. La perizia che sostanzialmente scagiona gli imputati non cambia le carte in tavola secondo la Procura in relazione alla realizzazione di Map ritenuti scadenti. Il pm, infatti, ha avuto la possibilità di calibrare le accuse per cui da «difformità totale» dei manufatti si passa alla «difformità parziale». Di lì la conferma delle richieste di rinvio a giudizio per tutti gli imputati con in testa il maresciallo dell’Esercito, Domenico Ragone, che fu l’unico arrestato: la contestata misura cautelare gli ha rovinato la vita come egli stesso ha più volte sostenuto. Tutti gli avvocati, a cominciare da Amedeo Ciuffetelli che assiste Ragone, hanno chiesto il proscioglimento dei loro assistiti.
Si tratta di un caso decisamente spinoso in quanto qualora avesse il sopravvento la tesi difensiva verrebbe comunque certificata l’assoluta inadeguatezza della misura cautelare. La decisione verrà depositata il 23 luglio dal presidente del tribunale, Ciro Riviezzo, nella veste di giudice per le indagini preliminari.
Poche volte in passato ci sono state delle contrapposizioni così forti.
Al punto che lo stesso Ciuffetelli aveva chiesto al Comune di invocare alla magistratura il dissequestro dei Map dopo che la perizia aveva assicurato che erano tati fatti secondo le regole. Si tratta di Map realizzati a Cansatessa, San Vittorino, Arischia e Tempera. «Gli edifici sono stati eseguiti nei giusti modi», ebbe a dire l'avvocato, «e dunque sarebbe giusto che tornassero ad abitarci le persone dopo la deportazione».Va anche detto che durante l'esecuzione della perizia ci si è accorti che quelle abitazioni sono state spesso depredate e, per incuria, stanno andando in rovina. Inoltre, occorre ricordare che talvolta quei Map divengono ricovero improvvisato di sconosciuti. Il sequestro dei manufatti, inevitabile dopo la consulenza d'accusa che li riteneva pericolanti, impose a decine e decine di persone di trovare alloggi sostitutivi con faticosi traslochi. Il Comune, che nel procedimento è parte civile, ha chiesto un risarcimento dei danni agli imputati che supera il milione ma se le cose prendessero una piega diversa da quella attuale la richiesta cadrebbe o andrebbe rivolta ad altra parte.(g.g.)
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