Marcia della libertà, si parte dall’ex campo di prigionia

SULMONA. Partenza dal Campo 78 stamattina per la XV edizione del Freedom trail. Questa la novità di quest’anno della marcia internazionale che attraversa Sulmona, Campo di Giove, Taranta Peligna e...
SULMONA. Partenza dal Campo 78 stamattina per la XV edizione del Freedom trail. Questa la novità di quest’anno della marcia internazionale che attraversa Sulmona, Campo di Giove, Taranta Peligna e Casoli lungo i sentieri percorsi dai partigiani e dai prigionieri per guadagnare la libertà fra il 1943 e il 1944. I primi arrivati ieri pomeriggio sono stati accolti al Liceo scientifico Fermi, per poi spostarsi in centro città per una visita guidata, curata dai 15 studenti dell’Istituto tecnico turistico del De Nino-Morandi.
Il programma prevede alle 8 il raduno al campo di concentramento di Fonte d’Amore, partenza scelta per celebrare il 70esimo anniversario della liberazione. Dopo la visita alle baracche della struttura, si partirà per Sulmona, con ritrovo alle 10 davanti allo Scientifico per l’esposizione del gonfalone del Comune e l’incontro con le associazioni combattentistiche e d’arma.
Nel pomeriggio è previsto l’arrivo a Campo di Giove, con inaugurazione della stele dedicata al cammino degli alleati. Arrivo a Guado di Coccia con pranzo al sacco e visita al sacrario della Brigata Majella. Domenica è prevista l’ultima tappa di Casoli, con ricordo del giovane partigiano 24enne Donato Ricchiuti e conclusione della marcia. Trecento i partecipanti di quest’anno, meno della metà degli anni passati, forse per la scelta del ponte del primo maggio che ha penalizzato le presenze.
«La partenza dal campo 78 è stata scelta per celebrare il 70esimo anniversario della Liberazione» è intervenuta Adelaide Strizzi, vice presidente dell’associazione «e in questo momento storico assume ancor più significato l’esempio di accoglienza mostrato dagli abruzzesi durante la guerra». Determinante per la complessa macchina organizzativa della marcia è l’apporto delle varie forze dell’ordine, dell’Esercito, della Protezione civile e dell’assistenza sanitaria. Servizi di sorveglianza e di cure che seguono passo i partecipanti al cammino, che quest’anno dovrebbero essere graziati dal bel tempo, a differenza dell’anno scorso. «Ripercorriamo una marcia internazionale» ha aggiunto Mario Setta, fra i promotori dell’evento «che continua a fare da richiamo in tutto il mondo e che senza il Liceo scientifico Fermi non avrebbe modo di esistere».
La partenza dal Campo 78 ha doppia valenza. «La partenza del Campo 78 sottolinea la valenza storica e civica senza precedenti dell’evento» ha detto il preside Massimo Di Paolo «è necessario prevedere nell’ex campo di prigionia un museo di valenza internazionale, come già proposto dall’amministrazione, e non proposte paracommerciali». (f.p.)
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