Marcozzi e Di Maio: libereremo la sanità dai manager lottizzati

Il vicepremier in tour per sostenere la sua candidata Ma gli applausi della platea sono tutti per Di Battista
L’AQUILA. «Cacceremo tutti», conferma a fine serata Sara Marcozzi alla platea di simpatizzanti che hanno occupato ogni posto della sala Ance al Torrione. «Manderemo via quelli che in questi anni hanno partecipato alla lottizzazione di questa regione nella sanità», ha spiegato Luigi Di Maio, «e credo che questa donna gentile ma con gli attributi sarà il primo presidente della Regione ad eliminare la politica dalla sanità per restituirla agli abruzzesi». «Sceglieremo i manager in base al merito e non per le conoscenze dei politici», conferma Sara Marcozzi nel suo intervento conclusivo.
«Noi una promessa la facciamo agli abruzzesi: se vinciamo, cacceremo fuori a calci i dirigenti che stanno a capo della Asl, gli uomini nominati dalla politica a capo degli ospedali», ha aggiunto il vice premier Luigi Di Maio, all’Aquila per sostenere Sara Marcozzi, candidata alla carica di presidente della Regione Abruzzo per il Movimento 5 Stelle alle elezioni regionali in programma domenica prossima.
Ma nella giornata aquilana dei 5 Stelle non è certo passata in secondo piano la presenza di Alessandro Di Battista. Arrivato insieme alla Marcozzi e Di Maio, Di Battista ha lasciato i suoi compagni all'ingresso dell’auditorium a subire l’assalto dei cronisti andando a prendersi per primo l’applauso della platea.
Jeans e maglietta scura a maniche corte, “Diba” si è seduto sul tavolo mentre Luigi Di Maio e Sara Marcozzi, fuori al freddo, si sono trattenuti a parlare gli argomenti del giorno. Così è stato lui ad arringare a lungo la folla. A Di Maio è rimasta la parte scomoda, i giornalisti con le loro domande, a cominciare dal reddito di cittadinanza.
«Domani presento la prima card del reddito di cittadinanza nella storia di questa Repubblica. Sarà la prima di milioni di card elettroniche che permetteranno all’economia dei territori di crescere perché questo reddito sarà speso nei negozi e nelle imprese di tutto il Paese».
Quindi la questione rovente della Tav e le scintille con la Lega di Salvini.
«Il Movimento 5 Stelle la Tav non la vuole fare e sono convinto che l’analisi costi- benefici darà esito negativo, ci sono già indiscrezioni al riguardo». E non poteva mancare un riferimento alla velocizzazione dei cantieri, magari con un decreto legge che imponga la consegna delle opere in tempi certi. «Il problema non è quando apriamo i cantieri in Italia», ha spiegato Di Maio, «ma quando vengono consegnate le opere». Gli applausi, però, sono tutti per Di Battista. «Ti prego, non andare più via», è l’urlo che si è alzato dalla platea.
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