Marelli, altra cassa integrazione Accordo siglato fino al 28 luglio

4 Luglio 2024

Per sindacati e azienda la scelta è dettata dai rallentamenti della produzione all’ex Sevel di Atessa Ma in ballo c’è una ulteriore settimana di proroga. E dal 19 agosto al via i contratti di solidarietà 

SULMONA. Un’altra settimana di cassa integrazione per lo stabilimento della Magneti Marelli di Sulmona. L’accordo, siglato ieri dalle organizzazioni sindacali e dall’azienda, prolunga la cassa integrazione fino al prossimo 28 luglio. Lo stop era fissato per il 21. Una scelta obbligata, per i vertici della fabbrica peligna e per i sindacati, visti i continui rallentamenti dell’ex Sevel di Atessa, a cui la Marelli è collegata per l’80 per cento della produzione.
Tuttavia la cassa integrazione potrebbe essere prorogata anche fino al 5 agosto, visto l’andamento di Stellantis, quando scatterà il periodo di fermo estivo per l’azienda. L’accordo prevede lo svolgimento di 17 turni lavorativi per gli operai della manutenzione, con i riposi concentrati nelle giornate di domenica. La situazione, secondo i sindacati, migliorerà dal prossimo 19 agosto quando sarà attivato, per un anno, il contratto di solidarietà, come deciso nelle scorse settimane nel tavolo romano di Confindustria.
«Sicuramente saremo riconvocati e i termini del contratto dovranno essere stabiliti dal Ministero. Quel che è certo, è che lo scenario ora si allarga e permette di riequilibrare la situazione», afferma il sindacalista Michele Paliani. «Il contratto di solidarietà permetterà di rimettere mano anche alle turnazioni. Dopo le ultime settimane di cassa integrazione, che vanno affrontate per i cali produttivi dell’ex Sevel, le prospettive cambieranno, stando a quanto annunciato dall’azienda a Roma», rimarca Paliani che si riferisce al mantenimento della commessa Ducato. La produzione non si fermerà più nel 2028, come si temeva all’inizio, ma nel 2031. La permanenza della lavorazione per altri sette anni allenta la preoccupazione per lo stabilimento sulmonese della Magneti Marelli dove lavorano 462 dipendenti, quasi tutti operai fatta eccezione per 40 impiegati.
Resta da sciogliere il nodo dello smaltimento degli esuberi. L’azienda ne ha annunciati almeno 87, che dovranno essere portati a compimento entro la fine dell’anno.
Un numero comunque più basso dei cento che erano stati messi preventivati. I sindacati stanno spingendo per salvaguardare il bagaglio contributivo, soprattutto per i dipendenti prossimi alla pensione, che potrebbero accettare gli incentivi in uscita.
All’inizio dell'anno erano 480 i lavoratori della fabbrica peligna. Diciotto persone, nelle scorse settimane, hanno scelto di presentare le dimissioni ai vertici aziendali. Intanto, sulla vertenza si resta in attesa della convocazione del tavolo in Regione.
L'incontro istituzionale era saltato nei mesi scorsi per lo scarso preavviso di comunicazione ma poi non è stato più riconvocato. Per i lavoratori e i sindacati dello stabilimento il prossimo scoglio da superare sarà la verifica del piano industriale, prevista a settembre.
©RIPRODUZIONE RISERVATA