Marelli, altra cassa integrazione: arrivano quattro settimane di stop

15 Luglio 2022

Ricorso agli ammortizzatori prolungato a causa della produzione altalenante di Sevel in Val di Sangro L’accordo non è stato sottoscritto dalla Fiom: «Decisione volta solo a coprire problemi gestionali»

SULMONA. Altre quattro settimane di cassa integrazione alla Magneti Marelli. Nell’azienda di Sulmona dove vengono prodotti componenti per il settore dell’automotive c’è bisogno di nuovo di far ricorso agli ammortizzatori sociali. A causa dell’andamento altalenante della produzione della Sevel in Val di Sangro, principale cliente di Magneti Marelli, la direzione ha deciso di prolungare ulteriormente la cassa integrazione fino ad arrivare a 52 settimane complessive. La settimana prossima, come da normativa vigente, dopo le prime 13 di ammortizzatori ci sarà uno stop.
Il ciclo di cassa integrazione, poi, riprenderà a fine luglio fino alle ferie estive, e poi di nuovo per tre settimane tra la seconda metà di agosto e settembre. Saranno coinvolti in totale 467 dei 650 dipendenti del sito industriale. Ieri mattina, nello stabilimento di Sulmona, è stato firmato l’accordo di proroga che va dal 25 al 30 luglio. Dal primo agosto è previsto il fermo collettivo per le ferie estive fino a 16 agosto, e poi si ripartirà con la cassa integrazione dal 16 agosto al 4 settembre.
«È stato confermato dalla direzione aziendale locale l’incontro previsto per venerdì 29 luglio nello stabilimento di Sulmona con direzione Marelli Italia», hanno spiegato dalle segreterie provinciali di Fim-Cisl, con Giampaolo Biondi, Uilm-Uil, con Michele Paliani e Uglm, «sia per una verifica sugli impegni presi nell’incontro a livello nazionale di febbraio, dove venne rimarcata la centralità strategica dello stabilimento peligno per la produzione nei confronti della Sevel e della Stellantis, sia per approfondire come contrastare la crisi di settore con eventuali ulteriori ammortizzatori sociali. Come segreterie provinciali e rsa di stabilimento Fim-Cisl, Uil-Uilm e Uglm, saremo vigili a monitorare gli impegni dell’azienda in termini di miglioramento e investimento, con la piena consapevolezza dell’attuale condizione di crisi che il settore dell’automotive sta subendo».
L’accordo per il rinnovo della cassa integrazione non è stato sottoscritto dalla Fiom-Cgil. Dalla segreteria provinciale, guidata da Elvira De Sanctis, hanno precisato che «l’azienda non ha voluto prendere in considerazione la nostra richiesta di diminuire le turnazioni e fare in modo di utilizzare meno giornate di cassa possibile».
«A fronte di ciò», ha aggiunto la Fiom-Cgil, « abbiamo ritenuto inopportuno firmare il rinnovo della cassa integrazione, viste le condizioni in cui lo stabilimento si trova. Non riteniamo corretto sperperare ulteriori giornate di cassa integrazione, giunte ormai agli sgoccioli, per giustificare altri stop dovuti a turnazioni eccessive volte a coprire problemi gestionali che trasformano la cassa integrazione da ammortizzatore sociale ad ammortizzatore aziendale».
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