Marelli, commesse in scadenza: scatta l’allarme per i lavoratori

10 Settembre 2021

Dipendenti e sindacati preoccupati per le prospettive dello stabilimento legato all’operatività di Sevel De Sanctis (Cgil): «Stellantis lavora a un nuovo sito in Polonia». Paliani (Uil): «Subito un tavolo Mise»

SULMONA. Le commesse che la Magneti Marelli riceve dalla Sevel di Atessa cesseranno a fine 2022. Il contratto tra i due colossi dell’automotive per il momento non ha proroga e questo crea allarme tra i 600 lavoratori del sito. Se solo qualche mese fa si esultava per l'annuncio di un investimento nello stabilimento di Sulmona di 11,5 milioni di euro necessario per la manutenzione dei macchinari, ora c’è preoccupazione. L’allarme lanciato dai sindacati si è diffuso a macchia d’olio e si cercano rassicurazioni che per il momento però non sembrano arrivare.
«Il sito di Sulmona può contare sulla commessa Sevel fino alla fine del 2022», precisa Elvira De Sanctis, segretaria provinciale Fiom Cgil, «questi sono accordi di carattere commerciale già presi, di altro e di corposo al momento non sappiamo nulla. Serve una grande attenzione per questo settore investito da una crisi riconducibile anche alla penuria di componenti elettroniche. Sappiamo che c’è una grande attività in Polonia legata al gruppo Stellantis dove stanno realizzando un importante stabilimento Sevel». Nei mesi scorsi, inoltre, dipendenti e rappresentanti sindacali avevano lamentato una scarsa manutenzione dei macchinari e l’assenza di un dialogo con l’azienda. «Siamo nella tempesta perfetta», conclude De Sanctis, «da un lato ci sono criticità legate alla componente elettronica, dall’altro in Polonia si lavora per realizzare un nuovo sito e in mezzo ci sono i nostri stabilimenti che non hanno l’attenzione che meriterebbero. Parlare del 2023 a qualcuno può sembrare una data lontana ma non è così. Il sito Sulmona, tra l'altro, a breve non sarà più competitivo» Secondo Michele Paliani, segretario generale della Uil Uilm «la questione attiene a un ragionamento molto più ampio che riguarda le strategie future del gruppo Stellantis sulla produzione del Ducato e del ruolo industriale che dovranno avere gli stabilimenti di Sevel, di Marelli e dell’indotto». Qualche segnale in questo senso è arrivato. Il ceo di Stellantis Carlos Tavares in una recente visita alla Sevel ha ribadito il ruolo strategico dello stabilimento che dovrebbe di conseguenza garantire anche il futuro della Marelli. I sindacati, però, non ne sono affatto convinti. «L’indotto di Sevel e Marelli per l’Abruzzo vale qualcosa come 15mila addetti», chiarisce Paliani, «quindi il sindacato insieme alla Regionale devono chiedere l’apertura di un tavolo al Mise sul futuro assetto industriale nella produzione dei veicoli commerciali».
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