Marelli e lavoro sicuro, Fiom chiama l’Asl

1 Ottobre 2021

Il sindacato sollecita un’ispezione, nel mirino finiscono i cassoni in legno per contenere i pezzi in ghisa

SULMONA. Subito un’ispezione dell’azienda sanitaria locale per verificare le condizioni di sicurezza all’interno dello stabilimento della Magneti Marelli di Sulmona. A chiedere alla Asl un intervento immediato nel sito della città dove si produce componentistica per l’automotive, è stata la Fiom- Cgil. In una nota indirizzata al servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro il sindacato ha chiesto l'intervento degli ispettori per verificare il rispetto degli standard di sicurezza nella fabbrica per quanto concerne l'uso di alcuni cassoni in legno dove vengono sistemati dei pezzi di ghisa molto pesanti. «La Fiom-Cgil e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Fiom, sempre della stessa organizzazione sindacale, richiedono una visita ispettiva per verificare le condizioni di sicurezza all’interno dello stabilimento Marelli sistemi e sospensioni di Sulmona», hanno scritto nella nota indirizzata alla Asl, la segretaria generale Elvira De Sanctis e i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Andrea Crugnale e Alessio Marinucci, «in relazione all’uso improprio di cassoni di legno per contenere pesanti pezzi in ghisa. Tali cassoni, che vengono addirittura impilati, sono collocati sia nell’area magazzino che all’interno dell’officina, mettendo pericolosamente a rischio la sicurezza di tutti coloro che necessariamente devono transitare in prossimità degli stessi». La Fiom, che già in passato aveva sollecitato l’azienda ai verificare lo stato dei macchinari per la tutela dei 600 dipendenti del sito industriale di Sulmona, ha chiesto agli ispettori di poter effettuare un sopralluogo quanto prima alla Magneti Marelli.
«La richiesta di visita ispettiva si rende necessaria visto il mancato intervento da parte dell’azienda», hanno concluso la segretaria De Sactis e i rappresentanti dei lavoratori Crugnale e Marinucci, «nonostante la ripetuta segnalazione della pericolosità della situazione da parte nostra e nonostante si siano già verificati casi di cedimento dei suddetti cassoni di legno per effetto del peso del materiale in essi contenuto e il conseguente violento rovesciamento a terra dei pezzi in ghisa». (e.b.)
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