Marelli, la Fiom-Cgil chiede l’intervento della Regione

SULMONA. La Fiom -Cgil gioca d’anticipo e chiede un incontro alla Regione per discutere della possibile cessione della Magneti Marelli da parte di Fca (Fiat Chrysler Automobiles). L’operazione che...
SULMONA. La Fiom -Cgil gioca d’anticipo e chiede un incontro alla Regione per discutere della possibile cessione della Magneti Marelli da parte di Fca (Fiat Chrysler Automobiles). L’operazione che il Gruppo vorrebbe completare entro l’anno preoccupa non poco lavoratori e sindacati. Lo scorporo della fabbrica di componentistica controllata al 100% dal Lingotto potrebbe essere l’elemento in grado di accelerare il completamento del vecchio piano dell’amministratore, l'abruzzese Sergio Marchionne, condiviso col presidente John Elkann, che prevede per fine 2018 l’azzeramento dell’indebitamento di Fiat Chrysler Automobiles. L’intento, dunque, è quello di consegnare al mercato e nelle mani, o meglio nelle azioni, degli investitori, un gruppo solido e privo di debiti. «All’interno delle molteplici attività della Magneti Marelli, c’è anche la Sistemi Sospensioni che è presente a Sulmona e che è focalizzata nel settore delle sospensioni per la Sevel», ricordano Alfredo Fegatelli, segretario della Fiom-Cgil, e le Rsa. «Oggi Sulmona lavora prevalentemente per la Sevel di Atessa. Purtroppo anche da lì giungono notizie preoccupanti in merito al futuro con Psa (Peugeot e Citroen). Un segnale chiaro è che le nuove divise della Sevel portano il solo marchio della Fca. Questo segnale è il preludio della fine del rapporto con Psa? Se tale rapporto sta giungendo alla fine, con quale partner verrà sostituito circa il 50% della produzione dei furgoni? E in questo contesto quale sarà il ruolo di Sulmona?». Grossi dubbi che il sindacato non conta di sciogliere a breve con l’azienda, che non li ha ancora convocati, nonostante la richiesta di incontro di fine agosto. Nell’attesa la Fiom chiede l’intercessione della Regione. «Chiediamo alle altre organizzazioni sindacali di fare una richiesta d’incontro unitaria alla Regione per manifestare le nostre preoccupazioni e per capire cosa si deve mettere in campo per preservare il patrimonio di un territorio che ha subìto una delle più grandi crisi occupazionali». (f.p.)
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