Marelli, stabilimento chiuso fino al 27 marzo

19 Marzo 2020

La decisione adottata ieri sera per tutte le sedi aziendali. I sindacati: «Vogliamo la cassa integrazione»

SULMONA. Resterà chiusa fino a venerdì 27 marzo la Magneti Marelli. La decisione è stata presa ieri sera dal Gruppo, dopo una serie di riunioni tra i vertici degli stabilimenti sparsi nel mondo, che hanno deciso di chiudere di fronte alla pandemia in atto. L’emergenza coronavirus, infatti, stravolge vite, abitudini e produzione a livello mondiale. «In relazione alla sospensione delle attività produttive di Marelli negli stabilimenti italiani, comunicata domenica 15 marzo nell’ottica della protezione della salute e della sicurezza dei nostri dipendenti rispetto alla situazione relativa al Covid-19, l’azienda annuncia il prolungamento della sospensione delle attività produttive in Italia fino al 27 marzo», scrivono dall’ufficio stampa di Milano.
Per l’azienda di Sulmona, però, resta il collegamento a doppio filo con lo stabilimento della Sevel, che resterà chiuso fino al 23 marzo. «Sulla base di specifiche necessità, in questo periodo potranno essere previsti a livello locale livelli minimi di attività a supporto dei clienti», aggiungono dal Gruppo, «questa misura viene adottata in aggiunta alle azioni che l’azienda ha già implementato nelle scorse settimane per assicurare al meglio la salute e la sicurezza dei dipendenti, mantenendo allo stesso tempo la continuità produttiva. Continuiamo a seguire le indicazioni delle autorità governative».
Nel frattempo, la Sevel ha fermato la produzione fino a domenica in assenza proprio delle componenti e dei pezzi che dovevano arrivare anche dallo stabilimento sulmonese. Perciò il break preso dall’azienda della Val di Sangro sarebbe dovuto servire a rifornire i magazzini per riprendere l’assemblaggio del Ducato, uno dei veicoli commerciali leader di mercato in Europa, con bracci e traverse che arrivano proprio dalla fabbrica di Sulmona. Restano critici i sindacati. «Si prende atto di quanto sottoscritto tra le parti rispetto agli impegni assunti dall’Azienda per mettere in sicurezza, lo stabilimento di Sulmona e i lavoratori», dice Roberto Pizzacalla della segreteria provinciale Uilm per conto di Rsa e Rls, «si ritiene di mantenere l’invito di astensione dal lavoro diramato due giorni fa fino all’ufficializzazione della garanzia data dalla direzione aziendale circa la finalizzazione della cassa integrazione anche per lo stabilimento di Sulmona, al fine di garantire la copertura di quei lavoratori impossibilitati a recarsi sul posto di lavoro a causa dell’emergenza». Il nodo, dunque, resta la garanzia della cassa integrazione per i più di 600 dipendenti.
©RIPRODUZIONE RISERVATA