Marelli, stop a turnazioni serali In arrivo altri tagli in busta paga

L’azienda di batterie si allinea ai ritmi di lavoro della Stellantis da cui dipende l’80% della produzione I sindacati: «Lavorare solo mattina e pomeriggio significa avere un’ulteriore riduzione dello stipendio»
SULMONA. Stop ai turni di notte nello stabilimento Magneti Marelli di Sulmona. La comunicazione, che era nell’aria, è arrivata dai vertici aziendali che hanno annunciato alle organizzazioni sindacali che «i turni di notte nella fabbrica sono sospesi fino al 30 settembre prossimo» e che a breve si terrà un incontro per fare il punto della situazione. Da ieri quindi i 462 dipendenti della fabbrica sulmonese, 40 impiegati e il resto operai, si alternano soltanto per i turni di mattina e pomeriggio. La busta paga, a fine mese, subirà altri tagli.
I dipendenti della Marelli, dallo scorso 19 agosto, stanno lavorando, infatti, con gli ammortizzatori sociali, dopo settimane di cassa integrazione ordinaria. L’accordo siglato tra azienda e sindacati, lo scorso 26 luglio, prevede una riduzione lavorativa del 45 per cento. Ciò vuol dire che i lavoratori sono operativi per il 55% dei turni, mantenendo il bagaglio contributivo. Con lo stop dei turni di notte la situazione ora si complica ed è strettamente legata al fatto che la Magneti Marelli di Sulmona dipende, per l’80% della produzione, dall’ex Sevel di Atessa dove va avanti la cassa integrazione ordinaria.
I sindacati non sono tranquilli. Per questo tornano a chiedere un confronto immediato con la Regione. «Lavorare solo di mattina e pomeriggio significa avere una ulteriore riduzione dello stipendio. Niente maggiorazioni notturne. Noi continuiamo a esprimere preoccupazione», interviene Elvira De Sanctis della Cgil. «L’ammortizzatore sociale resta una forma di cassa integrazione straordinaria. Il senso è quello di lavorare meno ma tutti. Siamo molto preoccupati ma non certo da oggi», puntualizza la sindacalista, secondo la quale «lo stabilimento ha una certa età e va ricordato che non sono stati pianificati né investimenti né manutenzione straordinaria. Per poter produrre come si deve è indispensabile investire. Solo alcune settimane fa, l’azienda aveva spiegato che Sulmona vive in simbiosi con Sevel, nel bene e nel male. Fin quando la Marelli sarà un’azienda mono committente, la situazione resterà incerta».
Il sospiro di sollievo era arrivato lo scorso giugno quando i vertici aziendali avevano annunciato il mantenimento della commessa Ducato fino al 2031 e non fino al 2028, come si pensava inizialmente.
Ciò, secondo la Cgil, non è del tutto rassicurante, visto l’unico legame con l’ex Sevel.
«Potrebbe essere una commessa duratura, ma con numeri più bassi. È un discorso da affrontare sui tavoli istituzionali. Per questo torniamo a chiedere un incontro alla Regione», conclude De Sanctis. Il contratto di solidarietà durerà un anno, fino al primo agosto 2025.
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