Marijuana in giardino: denunciata

31 Agosto 2015

Pescasseroli, la mamma scagiona il figlio ma gli inquirenti non le credono

PESCASSEROLI. Madre e figlio avevano deciso di far crescere e coltivare una gigantesca pianta di marijuana all’interno del giardino della loro villetta ubicata a Pescasseroli.

La Squadra mobile, fermando, durante un controllo antidroga fatto all’Aquila alcuni giovani consumatori di marijuana, è venuta a conoscenza di alcuni luoghi di rifornimento in provincia, tra cui uno in zona Pescasseroli, che riforniva l’area sulmonese. La donna è D.P.C., di 58 anni.

Pertanto, a seguito di accertamenti investigativi il personale della sezione antidroga, risaliva ad un’abitazione di Pescasseroli, dove, tra l’altro, dimorava un ragazzo, tratto in arresto per spaccio di droga, sia nel 2001 che nel 2004.

Fatto un sopralluogo all’esterno effettivamente si notava quella che sembrava una piccola piantagione di marijuana: così si è proceduto a una perquisizione domiciliare, che ha dato esito positivo e ha consentito di rinvenire una pianta di sostanza stupefacente, alta circa 3 metri e talmente sviluppata in larghezza, da dare la percezione che vi fossero più piante coltivate.

All’interno dell’abitazione, c’erano madre e figlio: quest’ultimo, interpellato in merito, non ha rivendicato la proprietà della pianta di marijuana, mentre lo ha fatto la madre, la quale ha riferito spontaneamente che la pianta di marijuana presente nel giardino della loro abitazione, l’aveva seminata lei nel maggio scorso insieme ad altri semi di fiori, regalatigli qualche anno prima, senza conoscerne la natura.

Le dichiarazioni della donna, priva di precedenti penali specifici (a suo carico ma solo una segnalazione risalente all’anno 2007 per minacce, ingiurie e diffamazione), secondo gli inquirenti appaiono finalizzate a proteggere il figlio da responsabilità, visto che il giovane aveva precedenti penali specifici. La donna, quindi, è stata segnalata in stato di libertà per il reato di spaccio di sostanze stupefacenti. La marijuana è stata inviata all’Arta per le successive analisi di laboratorio.

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