Marinangeli, appello alle famiglie: «Fate vaccinare i vostri ragazzi»

Il primario di Terapia intensiva: «Fidatevi della scienza, fatte miliardi di dosi: non c’è un salto nel buio Casi in aumento, ma per ora sotto controllo. Pronto un piano Asl per la riapertura dei reparti Covid»
L’AQUILA. «Sappiamo che molte famiglie sono scettiche, ma vanno vaccinati anche i giovani». Con il virus che ha ripreso a circolare, e a variare, il primario della Terapia intensiva dell’ospedale San Salvatore, Franco Marinangeli, invita ad avere fiducia nella scienza. Il suo reparto è attualmente vuoto, «ma è solo grazie alla campagna vaccinale se la quarta ondata, in cui siamo già dentro, produce meno ricoveri e meno casi gravi».
I contagi «sono in aumento anche in provincia dell’Aquila e corrono tra i ragazzi», che diventano veicoli pur restando in molti casi asintomatici. «La situazione, dal punto di vista della pressione ospedaliera», spiega Marinangeli, «è ancora sotto controllo e speriamo che lo rimanga. Alla Asl 1 abbiamo pronto un piano di riapertura dei vari reparti Covid, almeno in una prima fase. Al San Salvatore il G8 può ripartire in qualunque momento e in caso di ritorno dell’emergenza sarà la direzione generale a prendere le necessarie decisioni».
Rispetto alla scorsa estate, la diffusione del virus è molto più evidente: «L’anno scorso, nelle stesso periodo, la circolazione era pari a zero. Adesso», sottolinea Marinangeli, «i contagi ci sono e si vedono. La temuta quarta ondata in realtà è già iniziata, ci siamo dentro. Solo grazie agli effetti del vaccino, la manifestazione della malattia è più blanda e si registrano pochi ricoveri. Ma dobbiamo considerare che a livello nazionale è vaccinato poco più del 50% della popolazione. È fondamentale che si vada avanti e, soprattutto con la fascia dai 12 anni in su, anche per garantire un rientro a scuola a settembre in sicurezza».
Ci sono da vincere l’indecisione, lo scetticismo e i timori di molte famiglie: «Ormai sono state effettuate miliardi di vaccinazioni nel mondo», aggiunge il primario aquilano, «e non c’è più quel salto nel buio dei mesi scorsi. Sono stato tra i primi a vaccinarsi, il 27 dicembre del 2020, sia per dare l’esempio, sia per un atto di fede nella scienza. Ecco», rimarca Marinangeli, «i genitori indecisi devono fidarsi della scienza e della medicina. I più giovani sono dei veicoli di trasmissione del virus e anche se raramente corrono pure il rischio di ammalarsi in forme gravi. Non sappiamo cosa può succedere a breve termine con nuove varianti, che potrebbero essere sempre più pericolose. Invece, più ci si vaccina e meno possibilità si danno al virus di girare e di variare».
Il rallentamento delle misure restrittive, le vacanze, gli assembramenti, la mancata percezione di un rischio che invece non è stato ancora debellato, stanno facendo risalire la curva dei contagi e anche chi è già immunizzato, con due dosi, può contrarre il Covid. Ma Marinangeli ci tiene a precisare che «i positivi già vaccinati non manifestano sintomi gravi e spesso restano asintomatici. Proprio per questo, noi operatori sanitari continuiamo ad essere sottoposti a tamponi di controllo, anche al rientro al lavoro dopo esserci assentati per qualche giorno di ferie. Bisogna evitare di diventare veicoli», conclude il primario della Terapia intensiva, «solo così si frena la pandemia».
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