Marinangeli: nessuna illusione, non è finita

20 Aprile 2021

Il primario: «Medici logorati, non reggono un’altra ondata». I vaccini aumentano, ma ci sono disagi

L’AQUILA . «Non cadiamo nell’illusione che tutto stia finendo perché lo ha deciso la politica». Invita alla prudenza, il primario del reparto di Terapia Intensiva Franco Marinangeli, dopo l’annuncio delle riaperture a partire dal 26 aprile. Intanto ieri in città si sono registrati 9 casi, a fronte dei 38 in provincia, e sono 460 gli attualmente positivi. Nell’area aquilana risultano 1.437 persone in isolamento domiciliare. Ieri sono ripartite a pieno regime le vaccinazioni nei due punti di somministrazione, a Bazzano e via Ficara, ma non sono mancate lamentele per i tempi di attesa e le file che si sono create all’esterno delle strutture.
MARINANGELI. «Si è deciso di riaprire le maglie di questa maledetta rete, e di dare un messaggio di speranza. Ma la speranza e l’ottimismo», sottolinea il primario, «non bastano a indirizzare il destino nel modo migliore. C'è una società civile devastata dal Covid, un’economia post-bellica, ma ci sono anche sanitari logori e non in grado di reggere psicologicamente e fisicamente a una nuova ondata. Sono certo che la sanità pubblica ha fatto e sta facendo ciò che poteva con i mezzi che aveva e se sapremo fare tesoro di ciò che è accaduto e sta accadendo, avremo anche ospedali migliori, ma questo non basta per essere ottimisti». Marinangeli ricorda che «le risorse necessarie in questo momento sono il coraggio e la determinazione di tutti, evitando di cadere nell’illusione che tutto stia finendo perché lo ha deciso la politica. La politica spesso interpreta e cede alle aspettative della società, lo abbiamo visto e ne abbiamo visto anche le conseguenze. La verità vera è che adesso la palla sta nelle mani di ciascuno di noi e ognuno deve sapere che il destino di tutti è anche nelle sue mani, c'è reale corresponsabilità». Infine il monito di chi è in prima linea da oltre un anno: «Sento in giro ancora chi ritiene il vaccino dannoso e vedo ancora in giro persone senza mascherine che conversano serenamente. Tutto questo non è normale. L’ottimismo va sostenuto da consapevolezza, impegno costante e rispetto, grande rispetto per chi non c'è più. Solo così», conclude Marinangeli, «si costruisce una società migliore». (r.s.)
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