Mariotti: studenti a Pratola un colpo per il commercio

24 Ottobre 2014

Il presidente di Ascom Fidi chiede la sistemazione dell’immobile in tempi rapidi «Negozianti penalizzati dal trasferimento dei 320 ragazzi del De Nino-Morandi»

SULMONA. Un altro duro colpo al commercio cittadino già messo in ginocchio dalla crisi. Il trasferimento dei 320 studenti del De Nino-Morandi all'Itis di Pratola Peligna si traduce anche nella penalizzazione di una parte della microeconomia sulmonese. Almeno a sentire Claudio Mariotti, presidente di Ascom Fidi-Servizi Sulmona che lancia un appello alle istituzioni affinché l’emergenza rientri in tempi rapidi. Il timore è che il trasferimento dei due istituti nella vicina Pratola si protragga per anni, come sta accadendo agli studenti del liceo classico Ovidio in sedi provvisorie dall’indomani del sisma del 2009. «Questo trasferimento», interviene il presidente Mariotti,«penalizzerà molto le attività commerciali situate nel quartiere di piazza Capograssi-viale Papa Giovanni XXIII dove si trovano gli istituti tecnici cittadini. In tempi di crisi», sottolinea, «si tratta di una situazione da non sottovalutare e ribadendo che la sicurezza degli studenti è prioritaria chiediamo, però, alle istituzioni di accelerare i tempi e tenere presente che i commercianti e un’ intera microeconomia subiranno danni».

Gli studenti riprenderanno le lezioni, all’Itis di Pratola, lunedì al massimo martedì e, stando ai programmi della Provincia, il rientro nella sede cittadina, interessata da un provvedimento della magistratura, avverrà tra circa un anno.

«Comprendiamo la situazione», riprende Mariotti, «anzi va anche un plauso a chi ha individuato in tempi rapidi una sistemazione idonea per gli studenti e sottolineiamo la disponibilità di Pratola Peligna, ma questa sistemazione dovrà protrarsi per il tempo strettamente necessario per svolgere i lavori previsti per consentire il rientro degli studenti nella loro sede». Sul trasferimento degli studenti si è acceso un dibattito in città, tra gli stessi docenti non c’è unità e più di uno contesta la decisione presa. Ma il dirigente scolastico Massimo Di Paolo, al riguardo, è irremovibile, forte anche del sostegno del collegio docenti. «Il diritto allo studio, che è mio dovere garantire», spiega, «non si può ridurre a un accampamento di studenti attrezzato in sedi non idonee. Il percorso di studio degli istituti tecnici commerciale e per geometri richiede una struttura didattica specifica e il polo scientifico ha a disposizione a 8 chilometri un istituto moderno per accogliere in sicurezza e con efficienza gli studenti». Sulla stessa lunghezza d’onda la Provincia. Le alternative proposte all’Itis di Pratola, ovvero le scuole medie Capograssi e Serafini, oppure l’ex Croce Rossa , sono state bocciate subito perché non attrezzate in maniera idonea e perché prive di spazi da dedicare ai laboratori.

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