Marsilio: «Porto in Parlamento il piano per salvare i tribunali»

L’Ordine degli avvocati prevede di far pagare ai marsicani 140mila euro di spese di gestione l’anno Si punta a coinvolgere anche Lombardia, Sicilia e Calabria. Colucci: «Va tutelato il territorio»
AVEZZANO. Nella stanza numero 18 al secondo piano del palazzo di giustizia di via Corradini il governatore della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, incontra la presidente del tribunale marsicano, Zaira Secchi. «Nonostante le carenze di personale lavoriamo come se la struttura non dovesse mai chiudere» afferma Secchi. E invece così non è, come ricordato dallo stesso Marsilio nella sua giornata avezzanese. Perché la pluridecennale storia del presidio giudiziario è destinata ad avere una fine nel 2021, dopo le diverse proroghe post terremoto dell’Aquila. Ma la fiammella della speranza resta accesa e ieri è stata rialimentata dagli avvocati nell’incontro avuto col presidente regionale. Speranza che è tutta nella proposta di legge che la Regione deve sventolare come una bandiera nelle stanze romane del Parlamento italiano. Impegno ribadito dagli oltre 600 legali marsicani.
PAGANO I CITTADINI. La proposta di legge approntata dal consiglio dell’Ordine degli avvocati di Avezzano punta a obbligare il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, ad aprire la porta a tutte le Regioni intenzionate a compartecipare alle spese. I tribunali soppressi (Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto) potrebbero «riprendere appieno la funzione giudiziaria», a condizione che «le spese di gestione e manutenzione degli immobili e di retribuzione del personale di custodia e vigilanza delle strutture siano integralmente a carico del bilancio degli Enti locali e della Regione richiedente, mentre restano a carico dello Stato la retribuzione dei magistrati, del personale amministrativo e della polizia giudiziaria». Dal provvedimento «non devono derivare maggiori oneri a carico della finanza statale». Così recita la proposta di legge. Che in soldoni, per Avezzano, vorrebbe significare sborsare circa 140mila euro l’anno – a tanto ammontano i costi per il mantenimento del presidio giudiziario – circa 1 euro a marsicano.
«GIUSTIZIA DI PROSSIMITÀ». È quella che invoca Franco Colucci, presidente dell’Ordine degli avvocati, che ieri ha dato il benvenuto a Marsilio e ai tre consiglieri regionali della Marsica, Simone Angelosante (Lega), Mario Quaglieri (Fratelli d’Italia) e Giorgio Fedele (Movimento 5 Stelle). «La nostra proposta di legge prevede un risparmio di spesa da parte dello Stato, spesa assorbita dalla cittadinanza, nel caso di Avezzano dai marsicani», sottolinea Colucci, «chiediamo alla Regione di essere capofila in questa iniziativa, interessando altre Regioni come Lombardia, Calabria, Sicilia. Insistiamo, sappiamo che l’assemblea regionale discuterà a brevissimo tempo di questa iniziativa che significa tutela del territorio».
«C’È VOLONTÀ». Marsilio, ovvio, spalanca le porte. «Su una eventuale, nuova proroga decide il Parlamento», afferma il presidente della Regione, accompagnato ad Avezzano da Massimo Verrecchia, Roberto Alfatti Appetiti e Benedetta Fasciani. «Per ora stiamo avvalendoci di una facoltà quasi mai utilizzata dalla Regione e porteremo questa proposta di legge in Parlamento», afferma, «il tema riguarda metà Abruzzo, perché sono quattro i tribunali in via di soppressione. L’iniziativa trasversale dei consiglieri dà più forza a questa richiesta, che approveremo il prima possibile. Sarei curioso di vedere che fine farebbero queste strutture e quale sarebbe il risparmio».
DAL VESCOVO. Prima di arrivare in tribunale, Marsilio ha incontrato in diocesi il vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro. Un colloquio incentrato soprattutto su temi che riguardano il sociale. Il vescovo ha chiesto la massima attenzione della Regione per la “sua” Marsica.
VERTICE CONFINDUSTRIA. L’ultima tappa Marsilio l’ha fatta in via Monte Grappa, negli uffici di Confindustria. Col nuovo presidente abruzzese, l’imprenditore Marco Fracassi, sono stati toccati svariati temi: aiuti di Stato a finalità regionale, Zona economica speciale, Arap. E ovviamente il tribunale. Senza uffici giudiziari si rischia il tracollo per molte attività imprenditoriali nel centro cittadino.
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