Martina, parte dall’Aquila la doppia sfida

8 Gennaio 2019

L’ex ministro lancia Legnini («è il candidato giusto»), si propone alla segreteria nazionale Pd e attacca Salvini e Di Maio

L’AQUILA. «Abbiamo un nemico: questa destra estrema». E si fida più «dei sindaci, che di un ministro che sta sui social 24 ore su 24». Ma non si fida di quello dell’Aquila, di sindaco, dopo i fatti del 5 gennaio durante la visita di Salvini alla Fiera dell’Epifania. Naturalmente la platea, gremita, della sala congressi dell’Ance, l’Associazione costruttori, si è spellata le mani per applaudire le frasi dell’onorevole Maurizio Martina, 40 anni, segretario nazionale Pd fino al 30 novembre scorso (e ministro alle Politiche agricole nei governi Renzi e Gentiloni) e ieri sera all’Aquila per aprire la campagna elettorale delle Regionali e la sua di campagna elettorale, per votare il nuovo segretario nazionale del partito, un mese dopo le elezioni regionali.
Non c’erano contestatori, ad attendere Martina, anche se un paio di pattuglie di carabinieri e polizia non sono mancate, così, tanto per far capire l’antifona. Ad attendere il deputato c’era tutta la sinistra aquilana: dall’onorevole Stefania Pezzopane, al presidente del consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio – con tanto di ingessatura all’avambraccio destro, conseguenza di una caduta all’Emiciclo – ai futuri candidati Pierpaolo Pietrucci, Mauro Fattore, Lorenzo Berardinetti, Francesco Di Paolo e Patrizia Masciovecchio. E il presidente vicario della Regione, Giovanni Lolli. E molti sindaci della provincia, oltre ai segretari regionale, provinciale e comunale del Pd. L’ex sindaco Massimo Cialente è arrivato insieme a Martina, alle 18.05 circa, dopo mezz’ora di freddissima attesa nel cortile Ance. Mancava all’appello il candidato presidente del centrosinistra, Giovanni Legnini. Per Martina l’ex vice presidente del Csm «è il candidato giusto tra la nostra forza (del Pd) e quelle che di nuovo può aggregare. Per noi è fondamentale che dall’Abruzzo parta un messaggio importante di riscossa, di ripartenza. L’Abruzzo bisogna che sia governato dagli abruzzesi, non servono estremisti, ma forza e personalità, come Legnini. Con lo spirito di lavorare per questo territorio, per la comunità locale. Mi auguro sia un centrosinistra modello anche per il Paese: le scorciatoie che vengono raccontate dai ministri che passano 24 su 24 sui social, sono illusioni, che poi vengono pagate dai più deboli. Il Pd farà lavoro di squadra, insieme con liste civiche e altri movimenti. L’importante è lavorare insieme», ha concluso Martina, «bisogna indicare una prospettiva, una qualità del progetto e delle persone in campo. Bisogna misurare le differenze di stile, tra chi ha a cuore l’Abruzzo e chi passa di qui solo per mantenere la poltrona a Roma. Salvini fa tanto il bullo, ma scappa, mentre Di Maio è scandaloso quando plaude ai gilet gialli».
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