Mascherine e guanti (quasi) introvabili

23 Maggio 2020

Problemi e ritardi nei rifornimenti. Nelle farmacie comunali gli ultra65enni che ritirano quelle gratis vengono schedati

L’AQUILA. Le mascherine chirurgiche? Introvabili o quasi. Malgrado l’ordinanza del commissario per l’emergenza ne abbia imposto la vendita a un prezzo massimo di 50 centesimi (da qualche giorno comprensivi anche di Iva) per mettere fine alle speculazioni (che in alcuni casi avevano fatto lievitare i prezzi anche fino a 6 euro), si fa ancora fatica a trovarle nelle farmacie, come ha potuto constatare chiunque abbia provato ad acquistarle.
I RITARDI. Questa penuria dipende dal fatto che l’ordinanza ha ristretto il circuito dell’approvvigionamento a due soli grossisti, vietando alle farmacie di rifornirsi su altri canali. Un nuovo accordo firmato da Arcuri, Assofarm e Federfarma (le due associazioni delle farmacie pubbliche e private) ha stabilito che le associazioni dei distributori si impegneranno a consegnare altri 9 milioni di pezzi fino a fine maggio. Un quantitativo che resta insufficiente, come spiega Alessandra Santangelo, amministratore unico dell’Afm, l’azienda che gestisce le sei farmacie del Comune.
ESAURITE. «Purtroppo, non appena le mascherine arrivano nei nostri presìdi, vengono esaurite nell’arco di poche ore. Nelle ultime settimane ce ne sono state consegnate 1.500, una goccia nel mare». La situazione dovrebbe migliorare da giugno: l’intesa con Assofarm e Federfarma prevede che grossisti e distributori debbano garantire la consegna a tutte le farmacie italiane di 20 milioni di mascherine la settimana. «È un accordo che ci fa ben sperare», afferma Santangelo. L’ordinanza di Arcuri e gli accordi integrativi successivi riguardano solo la distribuzione delle mascherine chirurgiche. Non quella dei guanti (diventati pressoché introvabili) e delle mascherine Ffp2, per le quali non è previsto alcun prezzo calmierato, visto che l’approvvigionamento dipende da un circuito di distribuzione differente. Oltre a costare di più, presentano un altro problema: «Per poter essere messe in commercio», aggiunge Santangelo, «queste mascherine necessitano di un processo di certificazione molto lungo, che può durare un mese. Nell’80% dei casi abbiamo dovuto scartare quelle che ci erano arrivate perché erano prive di certificazione oppure l’avevano, ma non era idonea perché rilasciata da enti non accreditati».
ANZIANI SCHEDATI. Per quanto riguarda le tre mascherine omaggio previste per gli over 65, l’Afm precisa che coloro che fossero fisicamente impossibilitati a recarsi nelle farmacie, possono incaricare una terza persona tramite delega. Per evitare abusi, e che una stessa persona possa prendere più di tre dispositivi, l’azienda ha sviluppato un software che consente di monitorare in tempo reale, attraverso il codice fiscale, chi ha già avuto accesso alla misura.