Mascherine non conformi anche in Comune bloccate dopo l’inchiesta scattata a Gorizia

Sono arrivate anche al Comune dell’Aquila le mascherine di importazione cinese che sarebbero risultate non conformi in base all’inchiesta partita nei giorni scorsi dalla procura della Repubblica di...
Sono arrivate anche al Comune dell’Aquila le mascherine di importazione cinese che sarebbero risultate non conformi in base all’inchiesta partita nei giorni scorsi dalla procura della Repubblica di Gorizia, in Friuli. Il lotto interessato dal provvedimento, che era destinato ai dipendenti dell’Ente, è stato individuato ed è attualmente bloccato, in attesa di disposizioni. Stando all’indagine, in Italia sono state bloccate oltre 250 milioni di mascherine Ffp2 e Ffp3, con una capacità filtrante dieci volte inferiore al dichiarato e confezionale con materiale ritenuto scadente, distribuite attraverso fornitori accreditati da Invitalia dalla sede dell’ex commissario all’emergenza sanitaria, Domenico Arcuri. «Si è deciso di sospenderne l’utilizzo», fanno sapere dagli uffici del Comune dell’Aquila, «in attesa di avere indicazioni da parte della Protezione civile della regione. Bisogna vedere anche quali saranno gli esiti dell’indagine in corso. Nel frattempo, a tutti i dipendenti che operano nei vari uffici comunali, in particolare quelli che hanno contatti con il pubblico, viene assicurata la fornitura di altri dispositivi personali di sicurezza». Le mascherine importate dalla Cina finite nel mirino della Procura di Gorizia sono state rintracciate anche nell’ospedale dell’Aquila e la Asl ha impartito direttive interne tese al reperimento di eventuali giacenze nei reparti interessati dall’emergenza Covid. Inoltre, per tutto il materiale sospetto giacente dei magazzini della farmacia ospedaliera è stata richiesta la riconsegna. Lotti delle mascherine sotto inchiesta sono finiti anche negli uffici del consiglio regionale e in alcuni strutture appartenenti alle forze dell’ordine. (r.s.)

