Massacrò di botte un giovane: dovrà scontare 6 anni e 8 mesi

In manette Omar Albanese, 33enne personal trainer di Pratola: trascorrerà la pena residua in carcere Insieme a un amico, prese a calci e pugni un 21enne ucraino che finì in ospedale in prognosi riservata
SULMONA. Nel buio della notte lo hanno aspettato a Popoli, nei pressi della sua abitazione per tendergli un agguato. Armati di tirapugni lo massacrarono di botte mandandolo in prognosi riservata all’ospedale di Pescara. Ora per uno dei due, Omar Albanese, 33 anni di Pratola Peligna, è arrivato il conto dalla giustizia. Ed è un conto salato: sei anni e otto mesi di reclusione che l’uomo dovrà scontare in carcere. Ad arrestarlo nel tardo pomeriggio di mercoledì i carabinieri della compagnia di Sulmona che lo hanno rintracciato nella palestra dove lavora come personal trainer. I fatti risalgono al 2015 quando il 33enne venne arrestato e indagato insieme ad un suo amico, Pietro Cavaliere di Popoli, con l’accusa di tentato omicidio e porto abusivo d’armi. Accusa poi derubricata in lesioni aggravate. L’arresto è stato eseguito su ordine di carcerazione del tribunale di Pescara per la pena residua che il giovane dovrà scontare in carcere. Per il momento è stato accompagnato nel carcere di Sulmona in attesa di un’altra destinazione visto che nel supercarcere peligno sono presenti solo detenuti del circuito di alta sicurezza. Era da poco passata l’una di notte, quando i due, il popolese e il pratolano, si appostarono in una stradina poco trafficata nei pressi dello stabilimento termale di Popoli. Nel buio della notte aspettarono che un ventunenne di origini ucraine tornasse a casa e lo aggredirono. In due lo picchiarono in modo selvaggio colpendolo con calci e pugni sul volto, sulla testa e su tutto il corpo utilizzando anche un tirapugni, considerata arma vietata alla stregua di un coltello o di una pistola. Sotto la violenza dei colpi inferti dai due rivali, seppur tramortito, il giovane ucraino riuscì a trascinarsi verso casa e suonare il campanello, mentre Albanese e Cavalieri scapparono via aiutati dal buio della notte. Dopo aver suonato il campanello il 21enne si accasciò davanti all'uscio di casa. Era privo di sensi quando la madre aprì la porta e alla vista del figlio ferito non esitò un attimo a telefonare al 118 per chiedere aiuto. Trasportato al pronto soccorso dell'ospedale di Popoli i medici in quel momento in servizio, si accorsero che la situazione era disperata e decisero di trasferirlo d’urgenza all’ospedale di Pescara. Al Santo Spirito subì un delicatissimo intervento di neurochirurgia al cervello. Restò sotto i ferri per oltre sei ore, restando in prognosi riservata per alcuni giorni. Quando si riprese racconto tutto ai carabinieri i quali avviarono le indagini che portarono alle misure cautelari nei confronti dei due aggressori. Nel frattempo Cavaliere è sparito mentre per Albanese, rimasto sempre a Pratola Peligna, è arrivato l’ordine di carcerazione per la pena residua di sei anni e otto mesi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

