Massacrato dal fidanzato della figlia

Giovane indagato per il tentato omicidio: l’ex ferroviere un mese fa trovato in fin di vita nella sua abitazione
SULMONA. «Sì ho avuto una colluttazione con lui, ho agito d’impulso perché non voleva accettare che io frequentassi la figlia».
Svolta nella vicenda dell’ex macchinista 61enne trovato nella sua abitazione di Sulmona l’8 febbraio scorso in condizioni gravissime e privo di conoscenza, tuttora in coma nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Sulmona. La squadra anticrimine del commissariato è riuscita a mettere alle strette il presunto responsabile dell’aggressione tanto da ottenere una parziale confessione su quello che è accaduto quel giorno in piazza Tacito. Si tratta di un giovane di Pacentro, fidanzato della figlia che davanti al sostituto procuratore Aura Scarsella e al suo legale, l’avvocato Serafino Speranza, ha ammesso di aver avuto una colluttazione sull’uscio di casa con l’ex ferroviere e di essere subito andato via con l’uomo che era ancora perfettamente lucido. Ora il giovane risulta indagato per tentato omicidio anche se la situazione per lui potrebbe aggravarsi ulteriormente qualora l’ex macchinista delle ferrovie dello Stato non dovesse farcela..
Un racconto pieno di contraddizioni, di ammissioni parziali e di molti «non ricordo», con cui il giovane di Pacentro ha cercato di giustificare la sua decisione di raggiungere l’abitazione del padre della sua ragazza e di picchiarlo.
«Volevo avere un chiarimento con lui, soprattutto volevo sapere i motivi della sua contrarietà al rapporto tra me e la figlia. Una parola di troppo e ci siamo ritrovati a spingerci e a insultarci, ma non pensavo che potesse sentirsi male tanto da arrivare a una situazione così grave». Un racconto, si diceva, pieno di contraddizioni tanto che la squadra anticrimine del commissariato mantiene il fascicolo ancora aperto non escludendo ulteriori sviluppi ipotizzando che al momento della lite, insieme al giovane potessero esserci anche altre persone.
Al momento però, il ragazzo risulta essere l’unico indagato. Nel frattempo, proprio per evitare che nella vicenda subentrino fattori esterni a renderla ulteriormente complicata, il gip Daniele Sodani ha provveduto a nominare l’avvocato Mauro Maiorano quale tutore sia per quanto riguarda le decisioni medico-sanitarie da assumere in questo delicato momento, sia per gestire l’aspetto patrimoniale della vittima dell’aggressione. L’ex ferroviere che viveva solo nella sua casa, infatti, ha una situazione familiare complessa con due figlie avute da due donne diverse. Come detto i fatti risalgono all’8 febbraio quando la figlia del 61enne entrando a casa ha trovato il genitore, privo di sensi, riverso sul pavimento coperto di sangue.
La giovane ha subito chiamato il 118. La corsa in ospedale e il ricovero nel reparto di rianimazione perché nel frattempo l’ex macchinista delle ferrovie è entrato in stato di coma. Una situazione gravissima dalla quale non si è ancora ripreso.
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