Massacrò di botte un giovane, condannato

10 Marzo 2023

Raiano: il ragazzo finì in coma, ferito anche l’amico. Cinque anni e mezzo all’autore del pestaggio

RAIANO. Aveva acceso una sigaretta all’interno di un bar di Raiano dove era con un suo amico. Un gesto che, però, non era piaciuto al proprietario del locale il quale, senza alcun motivo e senza dargli la possibilità di difendersi, lo aveva preso a calci e pugni massacrandolo di botte e mandandolo in coma in ospedale. Una vicenda incredibile sulla quale era stata avviata un'inchiesta che è sfociata in un processo che si è concluso ieri con la sentenza del giudice monocratico Francesca Pinacchio che ha inflitto cinque anni e sei mesi di reclusione al picchiatore. Si tratta del 47enne di Castelvecchio Subequo, Salvatore Franzese. Inoltre c’è stata la sospensione della potestà genitoriale, l’interdizione dai pubblici uffici e il risarcimento da quantificare in sede civile con una provvisionale da 20mila euro. L’uomo è stato anche condannato al pagamento delle spese processuali sostenute dalla vittime per un totale di 6.300 euro. Con Franzese era finito sotto processo anche Gabriele Arrotino, 49 anni di Raiano, che è stato assolto per non aver commesso il fatto. L’episodio, avvenuto al bar di una stazione di servizio alle porte di Raiano, risale al marzo 2016. I due imputati erano accusati di aver aggredito violentemente due giovani che si presentarono quella sera nel locale da loro gestito. Tutto sarebbe cominciato per una sigaretta accesa. Le vittime della brutale aggressione, una delle quali si è costituita parte civile, assistita dall'avvocato Andrea Liberatore, avevano riportato gravissimi danni fisici. Uno dei due era finito in coma per mesi tant’è che dalle lesioni, giudicate guaribili in quaranta giorni, era derivata una malattia e una incapacità ad attendere alle ordinarie occupazioni. L’altro giovane aveva riportato invece una frattura scomposta alla falange con 29 giorni di prognosi. Al termine del dibattimento e dopo aver ascoltato le parti, per il giudice le accuse sono rimaste intatte solo per Franzese, difeso dall’avvocato Francesco Valentini. Nessuna prova di colpevolezza è invece emersa a carico di Arrotino, assistito dall’avvocato, Alberto Paolini, che si era dichiarato fin da subito estraneo ai fatti. Il legale ha fatto cadere l’imputazione più grave, quella del concorso di reato, che ha portato al proscioglimento di Arrotino. In sede di udienza preliminare erano state prosciolte altre due persone inizialmente sotto inchiesta: i fratelli di Salvatore Franzese, Fulvio e Domenico. (c.l.)
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