Mastrangioli: «Riassumere gli stagionali al Consorzio»

1 Giugno 2020

RAIANO. «Il consorzio di bonifica Aterno-Sagittario rinunci alle vendette e proceda alle assunzioni previste». A sostegno della protesta dei lavoratori stagionali dell’ente, che ha sede nella vicina...

RAIANO. «Il consorzio di bonifica Aterno-Sagittario rinunci alle vendette e proceda alle assunzioni previste».
A sostegno della protesta dei lavoratori stagionali dell’ente, che ha sede nella vicina Pratola Peligna, scende in campo il gruppo politico “Alternativa civica democratica - per Raiano” che chiede al commissario Sergio Iovenitti e all’assessore regionale Emanuele Imprudente una soluzione positiva della vicenda. «In un periodo di grave emergenza sanitaria provocata dal coronavirus e con le attuali e future ripercussioni sociali, economiche e occupazionali», scrive Enio Mastrangioli, «il consorzio di bonifica Aterno-Sagittario non trova di meglio che bloccare le assunzioni previste degli addetti alla manutenzione e gestione delle condotte e canali irrigui del nostro territorio. Una scelta assurda che danneggia le condizioni di vita e di lavoro di diverse persone risultate idonee nel concorso espletato nei mesi scorsi, in attesa di chiamata per la prossima stagione e per tali ragioni rinunciando anche ad altre occasioni di lavoro». Venerdì scorso sei lavoratori stagionali in rappresentanza di una trentina, dopo aver appeso uno striscione e indossato una t-shirt bianca con la scritta «il lavoro è un diritto, no alle vendette», hanno protestato sotto la sede del consorzio e urlato la loro rabbia. «Dopo anni di sperperi, di gestioni poco accorte, di onerosi incarichi e affidamenti professionali di diversa natura, di remunerazioni alle figure apicali», aggiunge Mastrangioli, «si trovano all’improvviso dei capri espiatori: i lavoratori stagionali, gli addetti alle manutenzioni, quelli con la tuta, quelli che realmente fanno scorrere e conferiscono l’acqua con regolarità ai soci. Come sempre la soluzione dei problemi consiste nel colpire gli “ultimi” invece di far emergere realmente le vere cause di un dissesto che si manifesta da tempo, nonostante i continui aumenti tariffari che gravano su un’utenza che per la gran parte non utilizza da anni del servizio a causa dei terreni ormai incolti». Per la formazione Alternativa civica «la rinuncia alla manodopera locale provocherà gravi disservizi a stagione inoltrata, quando sarà necessario assicurare interventi mirati».
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