Materiali abbandonati Primi terreni liberati nella zona di Pettino

Circolo di Legambiente solleva il problema delle aree bianche diventate discariche a cielo aperto nell’immediata periferia
L’AQUILA. «Le cosiddette aree bianche potrebbero essere occasione di rigenerazione urbana. Invece, spesso, sono diventate discariche di vari materiali». Lo scrive, in una nota, Rita Maione, presidente del circolo Legambiente Abruzzo beni culturali. «Le aree bianche», afferma Rita Maione, «sono zone del territorio comunale vincolate dal piano regolatore di oltre 40 anni fa, ma che, dopo un certo tempo, avevano perso tale vincolo. I giudici del Tar, fino al 2015, avevano sfornato una serie di decisioni in cui il Comune è stato sempre soccombente, per questo si rese necessaria una delibera che mettesse un punto fermo evitando, si disse, la cementificazione selvaggia di vaste zone periferiche della città. La delibera è naturalmente complessa, ma in sostanza definisce indici di edificabilità molto più bassi di quelli che erano venuti fuori dalle decisioni dei commissari ad acta nominati dal Tar. Il principio perequativo esistente nella delibera assegna infatti il 65 per cento di cessione per opere di interesse pubblico (verde pubblico attrezzato, parcheggi, servizi) e impone ai proprietari confinanti di operare in proposte unitarie e organiche con lotti minimi di 1.500 metri quadrati. Invece, per lotti superiori ai 5.000 metri quadrati, sono previsti anche piani particolareggiati che in seguito dovranno essere sottoposti all’attenzione dell’amministrazione comunale. La normazione, inoltre, facilita interventi diversi dall’edificatorio residenziale in senso stretto per aprire anche a strutture di servizio».
LA SITUAZIONE DI OGGI. «Oggi, però, le aree bianche sono ancora al centro dell’attenzione, in quanto alcune di esse sono diventate delle vere e proprie discariche a cielo aperto. Queste aree, molte delle quali localizzate nella periferia cittadina, sono ormai utilizzate per lo stoccaggio di materiale inerte di risulta proveniente dai cantieri della ricostruzione. Nell’ambito dell’aumento della qualità urbana, che è uno degli obiettivi del nuovo Piano regolatore, ci sembrerebbe un buon inizio la destinazione delle cosiddette aree bianche a verde pubblico. La rigenerazione urbana, assumendo una posizione centrale negli obiettivi generali e nelle modalità di attuazione del nuovo Prg consente all’Aquila di porsi in linea con i temi dell’agenda urbana europea promossa dalla Commissione Europea. Invitiamo l’amministrazione a rispondere a questa esigenza sollevata anche dal Comitato di quartiere “Amo Pettino”, che ha iniziato una raccolta firme per chiedere più verde pubblico e panchine al posto delle discariche di materiale edile sorte a Pettino e in altri punti della città».
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