Materna Piazza Torlonia Cambia la gestione

Il parroco affida l’istituto a un gruppo di fedeli legati alla parrocchia Le suore non si occuperanno più dei bambini dai due anni in su
AVEZZANO. Alla scuola materna della parrocchia di San Giovanni di Avezzano si cambia. Vanno via le suore e a gestire la scuola Piazza Torlonia, storico punto di riferimento della zona sud della città, arriva una cooperativa. I soldi non ci sono, i contributi da parte delle istituzioni sono sempre di meno e i debiti vanno pagati. Così il parroco, don Franco Tallarico, rifiuta di arrendersi e per non chiudere definitivamente le porte, sceglie di cambiare. Rassicurando le famiglie che finora hanno scelto l’istituto, fiore all’occhiello degli asili di Avezzano, in quanto operativo anche con una “sezione primavera”, rivolta ai piccoli dai due ai tre anni, che, anche senza suore, sarà mantenuta la concezione cristiano-cattolica che finora ha ispirato l’organizzazione.
«La nostra scuola ha la parità con quella pubblica», commenta il sacerdote, «e per questo siamo sottoposti a tutta una serie di controlli, adempimenti fiscali, burocratici e a controlli sulla sicurezza. Da quando la scuola è aperta, i contributi statali sono scesi fino ad arrivare al 10%. Non posso che essere onesto, soprattutto nei confronti di chi devo pagare: la situazione è insostenibile». Finora la gestione è stata affidata alle suore trinitarie, che come ogni estate, hanno già lasciato la parrocchia per ritirarsi a Cappadocia. Solo in agosto la madre superiore prenderà definitivamente la decisione se tornare o meno in parrocchia, ma rimane il fatto che l’asilo non sarà più gestito dalle religiose. «Le suore hanno scelto di lasciare», va avanti il parroco, «ma la scuola materna resta comunque aperta, stiamo infatti già raccogliendo le iscrizioni per settembre. Ci sarà una cooperativa, composta da persone fidate e che gravitano intorno alla parrocchia». La scuola Piazza Torlonia riceve in media ogni anno circa 130 iscrizioni. Da quando però nell’istituto di via Bolzano sono state trasferite tre sezioni della materna, dopo la chiusura per inagibilità di altre scuole, in molti hanno preferito trasferire i propri figli nella scuola pubblica, a due passi da quella della parrocchia. Nonostante la retta non abbia un costo sostenuto, la crisi economica si fa sentire. La zona del Castello già è stata penalizzata dalla chiusura dell’università di via Napoli che ha significato un duro colpo alle attività commerciali che gravitano nell’area. Anche per questo si auspica una piena ripresa almeno dell’asilo.
Magda Tirabassi
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