Maternità, c’è il caso elicottero Così il reparto si può salvare
SULMONA. Il punto nascita è salvo? Sì secondo il presidio civico territoriale, che “ribalta” la questione della chiusura della maternità sulmonese, alla luce del parare di Francesco Bevere, direttore...
SULMONA. Il punto nascita è salvo? Sì secondo il presidio civico territoriale, che “ribalta” la questione della chiusura della maternità sulmonese, alla luce del parare di Francesco Bevere, direttore generale dell’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali).
La dettagliata relazione sui quattro punti nascita in chiusura (Sulmona, Atri, Penne e Ortona) non solo sollecita la Regione a mettere in pratica i tagli quanto prima, ma in più occasioni fa riferimento al caso Sulmona.
L’unico dei presidi di montagna dove le distanze si allungano fino a superare i 90 minuti per raggiungere gli altri ospedali della regione. Gap che l’Agenas impone di superare dotandosi di una postazione di elisoccorso H24, in grado cioè di volare giorno e notte. E proprio questa prescrizione, che non sembra tuttavia tenere in conto del meteo nel Centro Abruzzo, dove la neve quest’anno è scesa fino al mese scorso, secondo gli attivisti del reparto sulmonese dà ragione alla loro battaglia. Il presidio civico territoriale, a un mese e dieci giorni di occupazione dell’aula consiliare, tira per ora un sospiro di sollievo, presagendo una proroga tecnica di un anno alla chiusura.
«La corsa presa in questi ultimi tempi sulla chiusura del reparto, prima programmata per fine giugno e poi rinviata per ottobre, è destinata a slittare ancora» avverta Luigi La Civita, portavoce del presidio «siamo convinti, infatti, che funzionari e dirigenti Asl non saranno disposti ad avallare il piano di chiusura della giunta D’Alfonso mancando i livelli minimi di sicurezza. Per attivare una postazione H24 di elisoccorso servono ingenti somme di denaro e molto tempo per progettare la zona, che va approvata dall’Enav, e formare il personale medico e non solo».
In più, secondo i promotori del presidio civico, le diffide ad personam già annunciate da loro e dal Tribunale per i diritti del malato saranno un ulteriore deterrente alla chiusura. «Siamo pronti a diffidare chiunque avallerà la chiusura del punto nascita» aggiunge La Civita «per questo stiamo vedendo che l’accelerata dei giorni scorsi sembra essersi fermata sotto il peso delle prescrizioni dell’Agenas. Quasi sicuramente si andrà a una sospensione di un anno della chiusura, come fatto in altre regioni». Tempo entro il quale continuare la battaglia in difesa del reparto al terzo piano dell’ala vecchia dell’ospedale sulmonese.
Intanto, è passato più di un mese dalla fuga del presidente-commissario D’Alfonso dal Comune di Sulmona, mentre prometteva di riunire una giunta in città entro dieci giorni.
Federica Pantano
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