Maxi bolletta del Cam sui cannoni sparaneve

29 Giugno 2019

La Monte Magnola di Ovindoli deve pagare oltre 350mila euro d’acqua Sentenza ribaltata in Corte d’Appello: confermato il decreto ingiuntivo

AVEZZANO. La Monte Magnola impianti srl dovrà pagare una maxi bolletta al Cam. A stabilirlo la Corte d’Appello dell’Aquila che ha ribaltato la sentenza del giudice Giulia Sorrentino del tribunale di Avezzano del gennaio scorso con la quale era stato revocato il decreto ingiuntivo per la società che gestisce il bacino sciistico di Ovindoli. L’acqua utilizzata dal 2013 al 2018 per creare neve artificiale e imbiancare le piste da sci dovrà quindi essere saldata al Consorzio acquedottistico marsicano per un totale di 355.473,28 euro, più interessi. Anche i 215mila euro (parte della maxi bolletta) che Giancarlo Bartolotti, storico gestore degli impianti di Ovindoli, aveva prima versato e poi riottenuto grazie alla sentenza del gennaio scorso, dovranno ritornare nelle casse del Cam. L’imprenditore, difeso dall’avvocato Alfredo Retico, aveva chiesto al giudice Sorrentino di revocare il decreto ingiuntivo appellandosi alle tariffe ritenute non idonee. Secondo Bartolotti, infatti, il Cam avrebbe dovuto separare i costi dell’acqua erogata dal contatore dedito all’innevamento degli impianti da quello collegato al flusso idrico destinato ad altri usi. Non avendo il Consorzio acquedottistico, nel gennaio scorso, presentato delucidazioni in merito alla vicenda delle tariffe, la Sorrentino decise di revocare il decreto con il quale il Cam aveva intimato alla Monte Magnola di pagare 355.473,28 euro per le fatture non saldate intimando all’Ente di restituire alla società anche i 215mila euro già versati. In sostanza secondo la sentenza «lo stesso Ente d’ambito, a partire dal 2008, aveva sollecitato il Cam spa a operare una separazione delle tariffe tra il contatore dedicato all’innevamento degli impianti, privo di tariffazione, e quello (senza però alcuna specifica circa la sua compiuta identificazione) destinato ad altri usi». Inoltre per la Sorrentino «il credito della società di gestione doveva essere rideterminato sulla base della tariffa convenzionale richiamata dalla società opponente (Monte Magnonal) di 0,50622 euro al metro cubo». Il presidente del consiglio di gestione del Cam, Manuela Morgante, però non è stata a guardare e ha dato mandato agli avvocati Rosario Scicchitano e Luigi Ranalletta di ricorrere in Appello. Nei giorni scorsi, i legali si sono presentati davanti al presidente della Corte d’Appello dell’Aquila, Elvira Buzzelli, e hanno illustrato le motivazioni per le quali il Cam riteneva non idonea la sentenza del giudice del tribunale di Avezzano. «La Corte d’Appello ha prima sospeso l’esecutività della sentenza del tribunale di Avezzano», hanno spiegato i due legali del Consorzio acquedottistico marsicano, «poi ha rinviato la causa a due mesi dopo e ha accolto l’Appello annullando di fatto la decisione della Sorrentino, giudice di primo grado. La decisione della Corte d’Appello è molto importante perché se fosse stata applicata la sentenza del tribunale di Avezzano, e quindi fosse decaduto il decreto ingiuntivo del Cam nel confronti della Monte Magnola impianti, si sarebbe potuto creare l’effetto emulazione e molte altre società avrebbero potuto fare la stessa cosa con grandi e gravi problemi economici per il Consorzio stesso». La Corte d’Appello quindi ha confermato il decreto ingiuntivo del Cam e rigettato l’opposizione della società che gestisce le piste di Ovindoli, la quale ora dovrà pagare le somme dovute all’Ente per l’acqua utilizzata negli anni passati per i cannoni sparaneve. Il presidente Buzzelli ha compensato le spese dei due gradi di giudizio.
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