Maxi-bollette, il Cam: non è colpa nostra
Il Consorzio acquedottistico si difende dalle accuse sulle tariffe idriche e le riclassificazioni delle utenze
AVEZZANO. Tariffe idriche e riclassificazioni delle utenze «non riconducibili al Cam». La società di gestione marsicana presieduta da Manuela Morgante, non ci sta a finire sul banco degli imputati per la storia delle maxi bollette, che ha scatenato polemiche in serie. «Il Cam», sottolinea la società in una nota, «è il gestore del servizio idrico e applica tariffe la cui regolazione è di competenza di altre autorità, mentre l’informativa sulla nuova tariffazione è stata fornita all’utente all’interno della bolletta e le nuove tariffe sono pubblicate sul sito web istituzionale della società dal 26 di novembre 2019. Gli aumenti relativi solo all’anno 2019 sono stati inferiori all’8%».
Le prime bollette di conguaglio contenenti anche gli adeguamenti legati al riordino delle fasce tariffarie su scala nazionale, in alcuni casi più che raddoppiati, hanno dato il la a una lunga sfilza di proteste, con in testa Mauro Passerotti, il commissario prefettizio del comune di Avezzano, ente socio di maggioranza del Cam, il presidente del Centro giuridico, Augusto Di Bastiano, e il sindaco di San Benedetto dei Marsi, Quirino D’Orazio, mentre il primo cittadino di Tagliacozzo, Vincenzo Giovagnorio, ha spezzato una lancia a favore della società di gestione del ciclo idrico integrato. «La nuova profilazione», sottolinea il Cam, «ha generato per talune tipologie marginali di utenze sensibili aumenti (ad esempio quelle che con una terminologia superata venivano definite stalle, ora riclassificate in utenze zootecniche); o diminuzioni degli importi fatturati (le utenze del tipo turistico ricettivo hanno avuto vantaggi dalla revisione)». Gli effetti più pesanti sono scattati per chi non ha il contatore. «È evidente che gli effetti più eclatanti si registrano in presenza di utenze a forfait», conclude il Cam, «che rappresentano un’anomalia per il quadro regolatorio. L’assenza del contatore impone l’applicazione di una tariffa unica che prescinde dal consumo e che penalizza gli utenti che consumano meno. Pertanto gli uffici sono a disposizione per tutti i chiarimenti e per correggere eventuali errate profilazioni o altri tipi di anomalie presenti nella bolletta. La regolarizzazione delle utenze, mediante l’installazione dei misuratori di consumo, riduce il rischio di errori nella fatturazione anche per errata classificazione dell’utenza».(m.s.)
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