Maxi-piantagione di marijuana, 3 condanne

24 Marzo 2021

Scoperti con 300 chili di sostanza stupefacente, dovranno scontare 4 anni e 4 mesi di reclusione

CARSOLI. Erano stati colti sul fatto, mentre operavano in un laboratorio per la lavorazione della marijuana destinato al mercato marsicano e a quello romano. Droga proveniente da due vicine piantagioni nascoste in terreni a poca distanza dal casello di Tagliacozzo dell’autostrada Roma-L’Aquila.
La Guardia di finanza aveva sequestrato una quantità impressionante di sostanza stupefacente, oltre 300 chili, e tre persone, tutte albanesi, erano state arrestate. Ora la banda è stata condannata dal tribunale di Avezzano. Per ogni componente, Ylli Sina (50 anni), Marjo Sina (35) e Vilson Kaja (29), il giudice del tribunale di Avezzano, Daria Lombardi, ha emesso una condanna di 4 anni e 4 mesi di reclusione, oltre a 20mila euro di multa ciascuno. I tre erano stati sottoposti a rito immediato e diverse udienze erano saltate a causa dell’emergenza Covid. L’operazione è stata portata a termine a ottobre del 2019 dai finanzieri del Comando provinciale di Roma, che avevano sequestrato l’enorme quantitativo di droga (310 chili).
Le accuse mosse dal pm, Maurizio Maria Cerrato, sono state quelle di coltivazione e spaccio di sostanze stupefacenti, resistenza e violenza a pubblico ufficiale. I finanzieri del Gruppo di Tivoli, dopo diversi giorni di appostamenti e sopralluoghi nei boschi marsicani, avevano individuato nella parte sottostante a un cavalcavia, nascosto tra la fitta vegetazione, l’opificio clandestino attrezzato per la lavorazione della droga e munito di reti di plastica sulle quali venivano posizionate le piante per l’essiccazione, da sottoporre poi a lavorazione e suddivisione in dosi. Adiacente al laboratorio, erano stati scoperto due appezzamenti di terreno adibiti alla coltivazione della cannabis, con annesso canale di scolo. Al momento dell’intervento erano all’opera i tre albanesi che avevano tentato la fuga opponendo resistenza.
Sul posto erano state trovate oltre 400 piante, alte dai due ai tre metri, che erano giunte alla piena maturazione, pronte per essere estirpate. Rinvenuti anche piccozze, machete, coltelli e contenitori di fertilizzante. Nelle abitazioni dei tre, assistiti dall’avvocato Antonio Milo, erano state inoltre trovate dosi di hascisc e di marijuana già pronte per la vendita. La merce sequestrata avrebbe potuto fruttare sulle piazze dello spaccio oltre 700 mila euro. (p.g.)
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