Medicina, facoltà leader in Italia

Andrea Fidanza, presidente di Federspecializzandi: altissimo il livello qualitativo dei nostri laureati
L’AQUILA. Non solo parole, per difendere la facoltà di Medicina dell’ateneo aquilano che, in vista della riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, rischia di scomparire. Federspecializzandi, dopo l’allarme lanciato dal sindaco Massimo Cialente, risponde con i dati che ne certificano l’eccellenza a livello nazionale. Dati che, secondo il presidente di Federspecializzanzi, Andrea Fidanza, non possono essere ignorati dalla Regione, e in particolare dal governatore Luciano D’Alfonso e dall’assessore alla Sanità Silvio Paolucci. «L’ultima settimana di luglio 2015 si è svolto in tutta Italia» spiega Fidanza «il secondo concorso nazionale per le Scuole di specializzazione in Medicina. A fronte delle 6.000 borse bandite, gli iscritti al concorso superavano le 13.000 unità e all’Università dell’Aquila sono stati assegnati 79 contratti nazionali per specializzandi suddivisi in 19 discipline. Nel corso dell’ultimo anno accademico, tra le sessioni di laurea di luglio 2014 e marzo 2015, l’UnivAq ha dichiarato dottori in Medicina 98 studenti ed hanno partecipato al concorso in 80 (gli altri sono studenti che sono tornati nel proprio Paese di origine o che comunque non hanno volontariamente risposto al bando). Abbiamo portato avanti un’indagine» sottolinea Fidanza «secondo cui sono risultati vincitori ben 61 laureati UnivAq e, sommando anche i vincitori del concorso regionale per medici di base, la percentuale di successo si assesta intorno all’80%. Un ottimo risultato, che riempie di orgoglio la formazione accademica aquilana, nonostante la mancata applicazione del decreto legge 519/99, che prevede l’istituzione di un’azienda mista universitaria-ospedaliera collegata con la facoltà di Medicina: legge applicata in tutta Italia tranne che in Abruzzo. Non avere un policlinico universitario vuol dire, per gli studenti, non avere la possibilità di formarsi appieno e, per i docenti, non poter soddisfare la triade di requisiti per i quali sono retribuiti: insegnamento, assistenza e ricerca». Secondo l’indagine di Federspecializzandi, la formazione medica del capoluogo d’Abruzzo non solo risulta tra quelle con più appeal a livello nazionale, ma vista anche la media del punteggio necessario di ingresso, non è affatto scontato, né semplice vincere un concorso nella nostra regione. «Basta vedere lo scarto rispetto alle ultime sedi scelte, per esaltare ancor di più nostri fiori all’occhiello come la Scuola di Neurochirurgia, la Scuola di Anestesia o di Oncologia: in pratica i nostri specializzandi avrebbero potuto non presentarsi a una delle tre prove di concorso e risultare comunque vincitori» afferma il rappresentante dei giovani medici. E per quanto riguarda le perplessità del sindaco Cialente che, all’apertura dell’ultimo consiglio comunale ha esordito lanciando l’allarme di «lobbies che vogliono tutelare e portare avanti i propri interessi e a cui non interessa nulla, né della facoltà, né dei nostri reparti» Fidanza chiede alla Regione di rivalutare il progetto dell’ospedale di secondo livello «tenendo ben chiare quali sono le realtà e le eccellenze che producono mobilità attiva: ovvero, che oltre a essere apprezzate dai conterranei, sono riconosciute di alta validità anche da fuori Abruzzo».
Romana Scopano
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