Medico e operatore in più per il pronto soccorso

La direttrice sanitaria della Asl illustra i provvedimenti al sindaco Di Pangrazio Ci sarà l’ampliamento degli spazi con il trasferimento degli spogliatoi
AVEZZANO. Un medico in più, un altro operatore sociosanitario e maggiori spazi dedicati al pronto soccorso grazie al trasferimento degli spogliatoi. È il bilancio dell’incontro voluto dal sindaco di Avezzano, Gianni Di Pangrazio, con la direttrice sanitaria della Asl, Maria Teresa Colizza, che si è resa disponibile, insieme al dirigente dell’unità operativa di emergenza, Franco Cardilli e i medici del reparto, per risolvere le problematiche che preoccupano degli operatori sanitari e i cittadini che usufruiscono del servizio.
«Sono piccoli, importanti passi in avanti, in una condizione economica e sociale difficile», ha affermano il sindaco al termine della riunione, «che di certo non ci accontentano, ma ci rassicurano sul fatto che con la giusta sinergia e il costante confronto che spesso diventa pungolo attraverso la nostra attività, si possano ottenere dei risultati decisivi per il bene del nostro territorio. In un situazione come quella del pronto soccorso di Avezzano, che ricordo ha circa 60mila accessi ogni anno, un medico e un operatore sociosanitario in più possono voler dire tanto. Così come è importante avere spazi più consoni alla fluidità del sistema di permanenza dei pazienti. La nostra amministrazione è da sempre in campo per le battaglie sulla sanità locale», ha aggiunto il sindaco, «dopo la riunione con la Colizza, ho incontrato di nuovo il manager della Asl, Rinaldo Tordera, per programmare un piano specifico che preveda l’utilizzo di strutture alternative presenti in città, dove sistemare servizi legati alla sanità, favorendo gli spostamenti ai cittadini e migliorando le condizioni logistiche».
Nel 2016 solo il servizio del presidio di Avezzano ha effettuato 38.917 accessi (altri 20 mila circa da Pescina e Tagliacozzo) prendendosi carico, oltreché dei residenti di Avezzano e Marsica, di persone provenienti da altre regioni nella misura del 9% dei totale degli accessi. Scorporati per fasce orarie si nota che, nel 2016, il più alto numero di prestazioni si registra tra le 8 e le 20 (27.807 accessi).
Le carenze, più volte segnalate in passato, erano riemerse dopo un’ispezione dei carabinieri del Nas di Pescara. I miliari, nel rapporto inviato anche al sindaco Di Pangrazio, avevano segnalato una serie di criticità: una sala d’attesa super affollata, con spazi angusti, senza finestre e con una promiscuità fra uomini e donne, oltre a una logistica inadeguata che comporta attese di ore per i malati e personale costretto ad accollarsi una enorme mole di lavoro.
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