Megaparcheggio, si chiude il contenzioso

3 Gennaio 2024

Raggiunto l’accordo economico: il municipio dovrà versare poco meno di 2 milioni alla Irti lavori

L’AQUILA. Si va verso un accordo economico tra il Comune dell’Aquila e il curatore del fallimento “Irti lavori” per chiudere un contenzioso quasi ventennale che riguarda le “riserve” relative ai lavori di costruzione del megaparcheggio di Collemaggio. Da quanto si apprende da una recente delibera di giunta l’accordo di transazione è di circa 2 milioni di euro che l’Ente liquiderà al curatore Irti.
Nella delibera si ricorda che «con atto notificato il 29 gennaio 2007 il curatore del fallimento della Irti Lavori conveniva il Comune davanti al tribunale civile dell’Aquila sulla premessa che essa società aveva fatto parte di un’associazione temporanea di imprese, costituita insieme alla Alosa spa e alla cooperativa Gran Sasso Ael, la quale in forza di convenzione del 25 gennaio 1987 aveva ricevuto dal Comune la concessione per la costruzione di parcheggi pubblici sotterranei e di sottopassaggi di collegamento in località Vallone di Collemaggio. I lavori erano stati ultimati il 19 luglio 1996 e nello stato finale dei lavori e, successivamente, in sede di collaudo, avvenuto l’8 aprile 2003, erano state apposte riserve. La curatela Irti domandava quindi la condanna del Comune al pagamento della somma di 11.100.424 euro. Il tribunale ordinario, con sentenza del 2015, accoglieva parzialmente le domande della curatela fallimentare. Il Comune interponeva appello e la Corte d’Appello dell’Aquila, con sentenza del 2019, accoglieva parzialmente l’impugnazione. Il Comune ricorreva quindi alla Corte di Cassazione e la Suprema corte, con ordinanza dell’8 settembre 2023, accoglieva due dei motivi di ricorso rinviando quindi alla Corte d’Appello dell’Aquila per il nuovo giudizio. Le questioni da definire con la curatela del Fallimento Irti», si legge nella delibera, «all'esito dei tre gradi di giudizio suddetti, attengono ormai soltanto, sostanzialmente, alle modalità di calcolo degli accessori, rivalutazione e interessi da applicare alla sorte capitale riconosciuta per la seconda riserva (ritardato pagamento delle rate del mutuo che il Comune avrebbe dovuto garantire, nonché alle conseguenze risarcitorie del ritardato pagamento degli acconti mensili dovuti in forza della convenzione). Le parti in causa, hanno svolto interlocutorie, in specie successivamente alla pronuncia della Cassazione, per ricercare un accordo per la definizione delle pendenze. Essendo state ormai definite con sentenza le questioni relative alle voci principali di debito comunale conseguenti allo svolgimento del rapporto concessorio la curatela ha proposto di concordare per una definizione della lite per l'importo di 1.935.000 euro», proposta che il Comune ha accolto.