Meningite, si spegne la prof Liana Donati gli organi dell’insegnante

20 Gennaio 2020

Nel pomeriggio di ieri il decesso dopo un ricovero di cinque giorni nel reparto di Rianimazione La preside Liberatore: «Siamo addolorati, faremo iniziative a scuola per onorare la sua memoria»

L’AQUILA. La malattia non le ha lasciato scampo. Ma la prof Liana continuerà a donarsi come ha fatto in vita: i familiari hanno dato l’assenso all’espianto degli organi. Si è spenta in ospedale l’insegnante di sostegno Liana Salmaggi, strappata ai suoi affetti a 46 anni da una meningite. Lascia il marito e due figli.
L’ANNUNCIO. È stata la stessa Asl, con un comunicato diramato nel primo pomeriggio di ieri, a diffondere la ferale notizia precisando che erano da poco iniziate le procedure per l’accertamento della morte cerebrale come prevede la legge. «La paziente», si legge nella nota Asl, «era stata ricoverata mercoledì scorso nel reparto di rianimazione del San Salvatore dopo essere stata colpita da meningite pneumococcica. Si tratta di una forma che, come già precisato venerdì scorso dall’ Asl, non è contagiosa, non necessita di un’attività di profilassi e dunque non comporta rischi per la popolazione. L’azienda sanitaria, che ha profuso tutto il suo impegno per assistere la paziente, a cominciare dai medici della Rianimazione, attraverso il manager Roberto Testa partecipa al dolore dei familiari per la grave perdita». La forma di meningite che ha colpito la professoressa è tra quelle meno curabili. La percentuale di sopravvivenza non lasciava molte speranze.
L’ESPIANTO. Liana Salmaggi, che lavorava nel circolo didattico Amiternum, era una persona da tutti definita come generosa. Tra le sue volontà, infatti, c’è sempre stata quella di donare gli organi. E la scorsa notte, una volta terminate le pratiche per l’accertamento del decesso, sono iniziate le operazioni di espianto. Altre persone vivranno grazie a lei. Nella tarda mattinata di oggi, quindi, la salma dovrebbe essere esposta all’obitorio e domani ci dovrebbero essere i funerali nella chiesa parrocchiale di Pianola. Ma, al momento, gli orari sono ancora da definire.
LUTTO A SCUOLA. «Siamo costernati e addolorati per quanto accaduto», dice la preside Gabriella Liberatore, «e per quanto possibile siamo vicini alla famiglia. Per la scuola sarà una giornata di lutto. Nel senso che, pur rattristati per il tragico evento, le lezioni si terranno come prevede la legge, ma stiamo studiando delle iniziative che faremo a scuola per onorare la figura della collega scomparsa». «Solo qualche giorno fa», aveva commentato l’altro ieri la responsabile di istituto, «la docente era a scuola senza problemi. Non c’era stato nessun segnale di quanto sarebbe accaduto: si tratta di una bruttissima sorpresa davvero imprevedibile». Tutto il personale della scuola, in una nota ufficiale, «partecipa al dolore dei familiari per la morte dell’insegnante Liana Salmaggi amata e stimata da tutta la comunità scolastica».
GLI AMICI. Pur sapendo che il quadro clinico fosse disperato, la comunità parrocchiale di Pianola, in testa don Luciano Bacale Efua, aveva organizzato una veglia di preghiera. «Era una persona speciale, sempre solare, unica», così la ricordano gli amici, «sempre sorridente e piena di gioia, che ha lottato fino alla fine. Vogliamo pensarla sempre con quel sorriso». Decine e decine, inoltre, i messaggi inviati alla famiglia dal popolo di Facebook. «Riposa in pace, splendida donna, mancheranno la tua generosità, la tua simpatia», scrive Lorella. C’è poi il post di Berardino, il quale afferma che «le lacrime non bastano per colmare il vuoto che lasci». Insomma, intense parole che indicano come se ne sia andata una persona che lascia un segno indelebile tra chi ha avuto la fortuna di conoscerla.
IL PRECEDENTE. Appena pochi mesi fa un altro caso di meningite, ma meno grave, si era registrato in una scuola superiore aquilana. In ospedale, tra l’apprensione generale, era finita una studentessa minorenne. Anche lì ci furono lunghi giorni di ansia, ma alla fine l’evoluzione della patologia fece il percorso sperato e tutto è andato per il meglio.
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