Meno furgoni in centro: è in arrivo la rivoluzione

18 Febbraio 2023

Pronto lo studio preliminare del Piano merci, ora via al confronto con le imprese  Le ipotesi: nuove regole, limiti ai mezzi, punti per l’interscambio e box automatici

L’AQUILA. Non solo le auto: il Comune dell’Aquila vuole far sparire dal centro storico – o almeno ridurre – anche i furgoni al servizio delle quasi settemila imprese cittadine. Tra le idee al vaglio c’è quella di fissare un numero massimo di mezzi. L’obiettivo è chiaro ed è contenuto nel Piano urbano della logistica sostenibile “Puls”. In altre parole: un Piano merci, che si deve incastrare con quello sulla mobilità sostenibile per rendere più vivibile il centro cittadino e che nei giorni scorsi ha iniziato il suo percorso burocratico verso la redazione definitiva.
La giunta del sindaco Pierluigi Biondi ha infatti approvato lo studio preliminare del piano, il cosiddetto “quadro conoscitivo”, realizzato dalla società incaricata MemEx. E adesso parte il confronto: «La prima fase di partecipazione verrà espletata nel mese di febbraio mediante un sondaggio volto alla raccolta di informazioni presso determinate categorie di attori coinvolti nei processi di logistica urbana, in particolare, corrieri/operatori di trasporto, e commercianti», si legge nella delibera di giunta.
LO STUDIO
La società incaricata ha studiato innanzitutto i flussi dei veicoli commerciali. Per esempio nella rotatoria tra viale Corrado IV, via XXV Aprile, via XX Settembre e via Vicentini: è la porta d’ingresso al centro storico per 2.355 veicoli al giorno di cui 420 al servizio delle attività, tra cui 134 furgoni leggeri, 44 pesanti e 4 camion. Questo perché l’intersezione si trova al centro di direttrici cruciali, dall’autostrada A24 e dal nucleo industriale di Pile, per esempio. In totale, secondo lo studio, nel territorio aquilano ci sono 6.803 imprese. Di queste, 812 nel centro storico: sono soprattutto negozi, ristoranti, attività ricettive e di servizi. Queste sono ogni giorno destinazione dei mezzi provenienti dalle attività produttive – come manifatture, industrie e aziende agricole – presenti tutto intorno: soprattutto nell’immediata periferia, tra Coppito e Pile e nell’area di Paganica.
LE PROPOSTE
Il quadro conoscitivo del Piano merci propone quindi alcune iniziative, anche prese dagli esempi delle città di Parma e di Lucca. Tra le proposte c’è quella di rivedere le tariffe di accesso alle Ztl per «rendere maggiormente diseconomico l’utilizzo di veicoli più inquinanti», ma anche quella di fissare un numero massimo di ingressi, gestendoli tramite prenotazione. Ovviamente, per questo, serve più tecnologia ai varchi delle zone a traffico limitato. E poi, tra le proposte, anche il sistema delle “cargo bike”, cioè un servizio di bici condivise in sharing per il trasporto delle merci. Ma anche l’individuazione di piazzole per il carico-scarico delle merci dai veicoli e veri e propri centri di distribuzione urbana per l’interscambio. Tra le proposte anche accordi tra operatori per l’adozione di un fornitore unico per l’approvvigionamento e i punti “pick up”, cioè angoli della città in cui piazzare box automatizzati per il ritiro dei pacchi.
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