Mensa di Celestino riapre le porte Torna attivo il servizio in presenza

28 Ottobre 2022

Ripristinata la condivisione dei pasti finora erogati all’esterno della struttura a causa della pandemia Giorgi (Fraterna Tau): «Presto altre iniziative per sensibilizzare soprattutto i giovani sull’accoglienza»

L’AQUILA. Ha riaperto al pubblico dall’inizio di questa settimana il servizio di ristoro diurno alla Mensa di Celestino. Lo rende noto Paolo Giorgi, priore della Fraterna Tau che gestisce la struttura adiacente alla chiesa di San Bernardino a piazza D'Armi. «I pasti che finora abbiamo distribuito all’esterno a causa della pandemia», spiega, «potranno essere consumati all’interno della sala mensa, com’era prima del Covid. Ci rendiamo conto che, così facendo, rendiamo un buon servizio a tante persone che finora sono state costrette a consumare il pasto in maniera frugale, nel nascondimento e chissà con quanta circospezione. Molti di loro ce lo hanno richiesto esplicitamente». Un momento particolarmente delicato. «Ci predisponiamo ad affrontare una crisi che si annuncia devastante, peggiore della pandemia», aggiunge Giorgi. «Ci stiamo attrezzando per alleviare il più possibile il disagio della povertà. Con i nostri volontari stiamo pensando di realizzare varie iniziative per sensibilizzare la popolazione, soprattutto i giovani, a unire le forze per affrontare le sfide future. Questa città ha bisogno di riscoprire le ragioni della convivenza fraterna, anche per non rendere vana la storica visita di Papa Francesco che ci ha lasciato in dono il compito di essere promotori di pace».
Di qui l’appello. «Se ognuno di noi, dal singolo alle istituzioni», valuta Giorgi, «facesse il minimo indispensabile in questa direzione, questa città potrebbe essere un modello per l’intera nazione. Ognuno di noi, in buona fede, pensa di agire nel giusto. Per questo è necessario il confronto diretto e propositivo, affinché tutte le posizioni giuste possano convergere su azioni mirate ed efficaci, nella trasparenza».
In una recente cena di beneficenza, finalizzata a raccogliere fondi, padre Quirino Salomone, punto di riferimento spirituale della struttura, ha evidenziato come la mensa sia «una manifestazione di devozione a Papa Celestino. Abbiamo perso il coraggio di incontrarci», ha aggiunto alludendo ai mesi della pandemia. «Non ci prendiamo cura di nessuno e non crediamo che qualcuno possa prendersi cura di noi: la partecipazione a questa cena è rompere il ghiaccio dell’indifferenza, perché noi siamo esseri creati per la convivenza gioiosa». Uno sguardo anche alle difficili situazioni di molte famiglie legate alla disoccupazione e il caro-bollette: «Le difficoltà sono tante e ora abbiamo anche i pretesti di circostanze oggettivamente gravi», ha rimarcato il frate. «Nessuno vorrebbe apparire con la mano tesa, purtroppo la pena e le situazioni fanno abbassare lo sguardo. Comunque, non vi fate prendere mai dal pessimismo». Di recente è stato realizzato “Contropiede. Il coraggio di ripartire” relativo al docufilm omonimo realizzato da Fraterna Tau con United L’Aquila e Immagina Aps contenuto in una chiavetta di cui tutti i presenti sono stati omaggiati.
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