Mensa, esenzioni e sconti per chi ha redditi bassi

14 Ottobre 2016

Le riduzioni sul costo riguardano le famiglie che vivono con meno di 25mila euro Nessuna agevolazione neanche per i bambini residenti fuori dal Comune

SULMONA. Scadono il 31 ottobre prossimo le domande per accedere agli sconti o alle esenzioni per i buoni mensa scolastici. Si va da un costo minimo di 6 euro e 90 centesimi per un blocchetto da 10 pasti per le fasce più basse di reddito ad un massimo di 46,10 euro per chi presenta una dichiarazione dei redditi da 25mila euro in su e per i non residenti. Queste ultime due categorie non hanno diritto ad alcuna agevolazione, dunque dovranno sostenere il costo per intero dei ticket mensa. A renderlo noto è il Comune, che ha ultimato la tabella sulla mensa scolastica riferita all’anno scolastico da poco iniziato. In totale sono 11 le fasce in cui viene divisa la popolazione in base alla denuncia dei redditi, che vanno dagli zero euro dichiarati ai 25mila in su all’anno.

Andando a spulciare le varie voci, viene fuori che per quelle famiglie con certificazione Isee (Indicatore della situazione economica equivalente) che va da zero a 5.956 euro, collocate alla fascia 0, i singoli ticket e i blocchetti da dieci pasti ognuno vengono forniti gratuitamente, con spese a totale carico del Comune. Ma solo in questo caso è prevista l’esenzione totale, perchè già dalla prima fascia, che va da 5.956 a 7mila euro è prevista una compartecipazione sulle tariffe del 15%, coi singoli pasti che costano 0,69 centesimi e il blocchetto da 10 pranzi a 6 euro e 90. Dalla settima fascia per redditi fino a 17mila euro i costi iniziano a salire con esenzione che si ferma al 30 per cento e costi a 3,23 (pasto singolo) e 32,30 (blocchetto da dieci). Le famiglie che dichiarano fino a 20mila euro all’anno devono pagare l’80 per cento del servizio, pari a 3,69 (singolo) e 36,90 (dieci pasti). Nell’ultima, superiore ai 25mila euro all’anno, non sono previste esenzioni e le famiglie sono costrette a sobbarcarsi il costo intero del servizio mensa pari a 4,61 per ogni singolo pasto e 46,10 per il blocchetto da dieci biglietti. Niente sconti anche per i non residenti.

Un costo quello del servizio mensa che influisce sempre più sulle famiglie, costrette a fare i conti con i giorni della settimana in cui ogni mese i loro figli devono pranzare a scuola e risolvendo con un pranzo dai nonni o con un panino da casa quando nemmeno le assenze per le influenze stagionali bastano a far tornare i conti.

Nei mesi scorsi il tema ha infiammato le sedute di consiglio, fino alla caduta della precedente giunta, con successiva delibera molto discussa del commissario prefettizio Giuseppe Guetta dell’aprile scorso.

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