Mensa in sciopero, in carcere con i panini

22 Giugno 2016

Protesta delle cuoche senza stipendio da due mesi: disagi per trecento agenti e allievi penitenziari

SULMONA. I 300 agenti e allievi penitenziari ieri si sono dovuti accontentare di panini acquistati allo spaccio. Tutto ciò a causa della chiusura della mensa. Il servizio di refezione è stato sospeso per via dello sciopero delle cuoche, in attesa degli ultimi due mesi di stipendio. Un ritardo che si ripete e che appena due mesi fa aveva provocato un altro sciopero. Oltre al problema del ritardo dei pagamenti per le addette della mensa, si aggiunge il disservizio creato agli agenti, che non hanno potuto usufruire della mensa di servizio, prevista dal loro contratto. Il problema riguarda sia il carcere di Sulmona che quello dell’Aquila. «Le lavoratrici, una decina in tutto, hanno accumulato notevoli ritardi degli stipendi», afferma Luigi Antonetti della segreteria provinciale Filcams Cgil, «in più lamentano mancanza di relazioni sindacali, utili a discutere e risolvere i molteplici problemi che le lavoratrici stesse hanno. Si tratta di un problema, che quanto prima andrà risolto, come noi andiamo ripetendo da tempo». La società che si occupa dell’appalto mensa nelle carceri della provincia è l’Ati Slem, che svolge il servizio nelle carceri dell’Aquila e Sulmona e nella scuola di polizia penitenziaria di Fonte d’Amore.

Dure critiche ai disagi creati agli agenti penitenziari arrivano anche da Mauro Nardella, vice segretario regionale della Uil penitenziari. «Non è servito lo sciopero di due mesi fa a far desistere la ditta appaltatrice dal non pagare gli stipendi alle addette per il confezionamento dei pasti ai tanti poliziotti penitenziari della provincia aquilana», interviene il sindacalista, «oggi e per la seconda volta quest’anno gli operatori penitenziari non potranno fruire della mensa obbligatoria di servizio. Laddove c’è uno spaccio aziendale aperto, come nel caso di Sulmona, all’inconveniente si potrà ovviare acquistando panini. Tuttavia in molti altri ambiti dove non si hanno disponibilità di servizi destinati, il disservizio si farà sentire. In tutti i modi la Uil farà sentire tutto il suo sostegno sull'avviata vertenza, non ultima la possibilità di mettere a disposizione per dirimere la questione i propri legali qualora ce ne fosse bisogno anche e soprattutto per evitare, così come fatto nella precedente occasione, che al danno subito dalle operatrici mensa si aggiunga la contestazione di discutibili contestazioni disciplinari».

Federica Pantano

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