Mense, addetti sul piede di guerra «Mai partiti i lavori annunciati»

26 Agosto 2023

Alla prima campanella di settembre sarà ancora vertenza e mobilitazione dei 21 dipendenti Vivenda Dalla tragedia dell’asilo di Pile i mezzi non possono superare i cancelli. La Cgil: «Caso unico in Italia»

L’AQUILA. A fine aprile hanno scioperato, inscenando un sit-in davanti a Palazzo Fibbioni. È passata l’estate, ma per la vertenza dei 21 operatori delle mense scolastiche aquilane, gestite dalla società Vivenda, non è stata ancora individuata una soluzione: a settembre riparte il nuovo anno scolastico e gli addetti saranno costretti di nuovo a consegnare a mano i pasti, lasciando i furgoni fuori dai cancelli. Un provvedimento, quello di vietare l’ingresso ai mezzi aziendali all’interno dei cortili degli istituti cittadini, assunto da Comune e presidi dopo la tragedia del 18 maggio 2022, quando un’auto sfrenata ha travolto sei bimbi della scuola dell’infanzia Primo Maggio, provocando la morte del piccolo Tommaso D’Agostino.
La Cgil è pronta a dare battaglia: i lavori di messa in sicurezza degli accessi agli edifici scolastici non sono stati neanche avviati, nonostante gli impegni presi nei vari tavoli che si sono succeduti, sia in Comune che in Prefettura.
«Il divieto assoluto di accesso nei plessi scolastici», ricordano il segretario della Filcams Cgil Andrea Frasca e la Rsu Daniele Goirani, «non riguarda solo gli addetti della Vivenda, ma qualsiasi mezzo di trasporto. Si tratta di un unicum in Italia: da tale divieto scaturiscono disservizi e problematiche non solo per gli operatori delle mense, costretti a trasportare a mano i contenitori con i pasti, che pesano fino a 35 chili, per lunghe distanze, ma anche per gli stessi operai del Comune, per gli autisti degli scuolabus e persino per coloro che devono accompagnare alunni o docenti disabili. Non è stata prevista infatti nessuna deroga». Con il nuovo anno scolastico riparte dunque la mobilitazione del personale della Vivenda: «Abbiamo sollecitato il Comune, e in particolare l’assessore alle Opere pubbliche Vito Colonna, che sta seguendo la nostra vertenza», aggiungono Frasca e Goirani, «ma purtroppo nulla è cambiato nel corso dei mesi estivi». Le problematiche sollevate riguardano la sicurezza e la salute dei 21 operatori, ma anche l’aumento dei carichi di lavoro, con gli stipendi part-time che sono invece rimasti gli stessi. Dopo due giornate di sciopero, a febbraio e aprile, e vari tentativi di dialogo nella sede della Prefettura, con la presenza dei dirigenti scolastici e dell’assessore comunale Manuela Tursini, il Comune si era impegnato a far effettuare dei sopralluoghi nelle scuole, per poi programmare interventi di messa in sicurezza tali da permettere l’accesso dei furgoni.
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