Mense universitarie, il Tar annulla il bando L’Adsu farà ricorso al Consiglio di Stato
Il Tribunale regionale amministrativo (Tar), con una sentenza pubblicata l’11 febbraio, ha annullato il bando per la gestione delle mense dell’Università dell’Aquila. La gara dovrà essere espletata...
Il Tribunale regionale amministrativo (Tar), con una sentenza pubblicata l’11 febbraio, ha annullato il bando per la gestione delle mense dell’Università dell’Aquila. La gara dovrà essere espletata di nuovo perché sono stati rimodulati i criteri dopo l’apertura delle buste delle offerte tecniche. Il Tribunale amministrativo ha dato ragione all’impresa Bioristoro di Roma, arrivata seconda nella graduatoria derivante dal bando indetto dall’Azienda universitaria del diritto allo studio universitario (Adsu). Il servizio, che garantisce oltre mille pasti giornalieri, serviti nelle mense di Coppito, Roio e della caserma Campomizzi, a fine agosto era stato assegnato alla Sodexo, colosso francese. Il problema adesso sarà garantire la continuità del servizio. L’Adsu, perciò, con ogni probabilità ricorrerà al Consiglio di Stato. L'obiettivo è ribaltare la sentenza, in modo da poter bloccare anche le conseguenze della decisione del Tar che potrebbero essere molto gravi per gli universitari che contano quotidianamente sul servizio. La Bioristoro aveva chiesto l’annullamento dell’aggiudicazione fatta dall’Adsu, il subentro nell’affidamento o, in alternativa, un risarcimento in denaro, per «incongruità e carenze dell’offerta tecnica» della Sodexo e «vizi della procedura» nell'iter di aggiudicazione da parte della commissione. Nel ricorso si sostiene che la Sodexo avesse formulato la propria offerta economica sul prezzo medio a pasto di 5,52 euro, non tenendo però conto della possibilità che gli studenti consumino anche un pasto alternativo, composto soltanto da primo e contorno o secondo e contorno. Cosa che comporta minori incassi in un anno di 41.250 annui e di 123.750 nel triennio.

