Menzione d’onore a “Zittita!”

Premio della giuria al concorso letterario Città di Grottammare
L’AQUILA. «Stanca, esausta. Dell'odore nauseabondo di tabacco, a inondare le narici. Dei capelli ispidi e canuti, come graffi indelebili sul mio collo inerme, muta appendice di un'anima violata e indifesa.“Zittita”, ripeté come in una cantilena, lo sguardo offuscato dal desiderio, il respiro affannoso che trasudava l'esercizio di un potere vizioso....”. La giornalista aquilana Monica Pelliccione ha ottenuto la menzione d'onore al Concorso letterario nazionale “Città di Grottammare”, con il racconto inedito “Zittita!”. La cerimonia di consegna del premio, giunto alla X edizione e promosso dall'associazione “Pelasgo 968” con il patrocinio di Regione Marche, Provincia di Ascoli Piceno, città di Grottammare e Centro nazionale di studi leopardiani di Recanati, è in programma sabato, alle 15.30, nella sala Kursaal del Comune di Grottammare.
«Il racconto si snoda sulla traccia di una narrazione cruda, intrisa di violenza e soprusi, perpetrati in modo subdolo e meschino tra le mura di un ufficio», dichiara Pelliccione, «pur essendo i protagonisti frutto di fantasia, la storia ricalca stereotipi che, troppo spesso, ritroviamo nella società moderna dove le donne sono ancora costrette a subire la pressione del potere ricattatorio, tipico di una certa gerarchia maschilista».
Il racconto tratteggia i contorni di un capo-padrone animato da smania di possesso e sete di dominio, che fa proprio il ricatto morale per alimentare la nevrosi del suo ego, forte della posizione di predominio che riveste. A presiedere la giuria, che ha passato in rassegna 800 opere di autori provenienti da tutta Italia, Filippo La Porta, noto saggista e critico letterario italiano.
«Sono onorata di ricevere un premio tra i più prestigiosi nel panorama letterario», sottolinea Pelliccione, «“Zittita!” raccoglie il grido di dolore di tante giovani lavoratrici soverchiate dalla subordinazione gerarchica, propria di uomini accecati da passioni perverse e malate, che non si fermano di fronte a nulla, ribaltando persino lo scenario e la realtà degli accadimenti».
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