Mercato, ciclabile, assessorato: aria di crisi

Udc e Responsabilità civica fanno saltare il consiglio. Mal sopportato il decisionismo del sindaco
AVEZZANO. Gestione “verticistica” in Comune e scatta la fronda in consiglio, dove un inedito asse tra i consiglieri di Responsabilità civica, dell’Udc e Annalisa Cipollone (Innovazione) ha fatto saltare l’assemblea civica di ieri pomeriggio con all’ordine del giorno le comunicazioni del sindaco sulla giunta (l’ingresso di Fabiana Marianella), il voto sul consolidato e una variazione di bilancio con modifica al programma delle opere pubbliche. Il colpo di scena, una vera e propria doccia gelata, è arrivato inaspettato, anche se le avvisaglie dei mal di pancia per lo scollamento tra la giunta, o meglio tra «la cerchia ristretta che decide» a detta dei ribelli, e i consiglieri comunali, aleggiava nell’aria da qualche settimana. Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso sarebbero state le avances a qualche consigliere di minoranza del Gruppo misto e le delibere di giunta che spuntano all’ultimo minuto. Senza dimenticare la pista ciclabile e il caso mercato del sabato. In aula consiliare, quindi, si sono presentati solo i resti della maggioranza. Il segnale, anche se il gruppo fa solo trasparire il dissenso, è stato chiaro: «Stop alla gestione verticistica senza la condivisione con gli eletti dal popolo».
Il sindaco cade dalle nuvole. «Quello che è accaduto in consiglio è incomprensibile», dichiara Gabriele De Angelis, «una parte della maggioranza ha mandato deserto il consiglio con punti importanti, come il bilancio consolidato, necessario per continuare ad amministrare con speditezza e concretezza, qualità apprezzate dall’intera cittadinanza per le opere inaugurate e quelle in itinere, come le scuole. Chiedo scusa alla città per quanto accaduto e auspico che i consiglieri riprendano consapevolezza del delicato ruolo che svolgono e, con il senso di responsabilità che dovrebbe animare ogni amministratore, si arrivi rapidamente a un chiarimento sulle dinamiche, a me ignote, che hanno determinato questo stato di cose».
La minoranza, invece, infila il dito nella piaga.
«Forse le pressioni dei commercianti hanno iniziato a sortire i primi effetti», afferma il consigliere Francesco Eligi (Movimento 5 Stelle), «oppure ci sono altre questioni ignote ai cittadini che non stanno facendo più quadrare i conti a questa maggioranza rabberciata. Che cosa mai li terrà insieme per altri tre anni?».
Sullo stesso tasto batte l’ex sindaco, ora consigliere di minoranza, Gianni Di Pangrazio, in sintonia con i colleghi dell’opposizione.
«Nonostante la scandalosa campagna acquisti», afferma, «il sindaco De Angelis non riesce a far quadrare i numeri in assise civica, dove sono emerse le divergenze e i malumori dei consiglieri, segno che ha perso completamente la bussola. Questa non è un’azienda, qui non si comanda, ma si amministra. Si faccia un esame di coscienza su come gestisce la città senza ascoltare nessuno, come nel caso del mercato».
Qui il decisionismo del sindaco, che ha messo all’angolo l’assessore alle Attività produttive, Renata Silvagni, ed è andato allo scontro frontale con gli ambulanti, fino all’adozione della delibera di giunta per sperimentare in zona nord (piazza Nardelli-Campana della pace), non è piaciuto a molti, tanto che i consiglieri dell’Udc, in sinergia coi colleghi di Responsabilità civica hanno cercato di fare da paciere e di riconquistare uno spazio minimo di agibilità politica mettendo sul piatto della bilancia un’opzione terza rispetto alla Campana della pace: il piazzale delle Poste e le zone limitrofe. Anche qui, però, la partita resta incerta, poiché la delibera di giunta è ancora vigente, mentre il gradimento o meno degli ambulanti, in attesa della verifica più approfondita sugli spazi, dovrebbe arrivare oggi, alle 18, in un’assemblea convocata dai rappresentanti di Fiva Confcommercio, Giovanni Cioni; Cidec, Roberta Masci; Confesercenti, Carlo Rossi, per fare il punto sulla situazione e decidere la strada da seguire sulla scottante questione. Sul fronte incandescente della maggioranza, invece, giovedì alle 17.30, c’è in agenda la seconda convocazione del consiglio: una sorta di prova d’appello generale. Il sindaco ha un paio di giorni per ricucire lo strappo.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

