Mercato e T-red, il giallo delle delibere
L’ira dell’ex consigliere Carpineta: «Gli atti sul ritorno in centro e l’annullamento delle multe approvati e mai applicati»
AVEZZANO. Volontà popolare «inapplicata» a palazzo di città, dove le delibere adottate dal consiglio comunale sull’annullamento delle migliaia di multe del T-Red e il riposizionamento del mercato in centro non hanno ancora «trovato applicazione. Quegli atti adottati dal consiglio comunale», tuona l’avvocato ed ex consigliere, Cristian Carpineta, «non si capisce perché, sembrano diventati carta straccia. Eppure le delibere hanno tutte le carte in regola, poiché, fino a prova contraria, la seduta si è svolta nel pieno rispetto delle leggi. Chiederemo lumi al commissario prefettizio, Mauro Passerotti, sul perché quel voto dei legittimi rappresentanti dei cittadini non abbia trovato applicazione, con tutte le responsabilità del caso». Sul fronte T-red, il voto del consiglio comunale che diede mandato all’ente di avviare le procedure per l’annullamento in autotutela delle migliaia di multe legate al superamento della striscia bianca “ingannevole” scattò dopo nella seduta che decretò la fine del governo De Angelis: l’ex maggioranza finita sotto abbandonò il campo e i 14 consiglieri presenti in aula (su 25, quindi in seduta legale, con Carpineta salito sullo scranno di presidente del consiglio in sostituzione di Cosimati) approvarono la delibera che dava mandato all’ente di «procedere con l’annullamento in autotutela. Per quello che ne sappiamo», aggiunge Carpineta, «l’atto votato dai legittimi rappresentanti dei cittadini è stato ignorato». L’ex minoranza, quindi, vuole vederci chiaro. E non solo sul T-red, ma anche sulla questione del mercato: in questo caso, seppur su presupposti diversi, i rappresentanti dei cittadini hanno messo nero su bianco il ritorno del mercato in centro città. «Anche qui», conclude Carpineta, «a distanza di qualche mese da quell’indirizzo dell’assise civica l’impressione è che si attui la tattica dell’allungamento dei tempi. E’ tempo di mettere fine alle lungaggini e concretizzare l’input politico». Sul versante del T-red spento dall’ex sindaco, Gabriele De Angelis, per una verifica, il segretario del Pd, Giovanni Ceglie, contesta la volontà del commissario prefettizio, Mauro Passerotti, mirata a riaccendere il sistema dopo la messa in regola. Per il Pd si tratta comunque di «voler far cassa. Se il consiglio, in carica, l’8 giugno, ha deliberato per la chiusura del semaforo maledetto», sostiene Ceglie, «non si può poi riattivarlo senza incorrere in un’azione contraria al diritto amministrativo. Solo se il Commissario dovesse annullare quella delibera e approvarne una per la riapertura, allora il semaforo si potrebbe riaccendere».
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