Metanodotto, giorno della verità: governo pronto a dare il via libera

Domani la videoconferenza dei servizi convocata dalla presidenza del consiglio dei ministri I Comitati per l’ambiente: «Esito scontato, verranno dirottati miliardi di euro verso fonti dannose»
SULMONA. È il giorno decisivo per il futuro del metanodotto Sulmona-Foligno di 168 chilometri: domani mattina, in videoconferenza, il governo ha convocato tutte la parti per una conferenza di servizi che ha, come un unico punto all’ordine del giorno, l’istanza per l’autorizzazione alla costruzione del metanodotto. Dopo anni di battaglie si è arrivati quindi a una decisione che, per le associazioni ambientaliste, sembra essere scontata. A Sulmona è prevista anche una centrale di compressione del gas, in località Case Pente.
Nella riunione di coordinamento fissata per domani alle 15.30 da parte del capo dipartimento per il coordinamento amministrativo della presidenza del consiglio dei ministri, Sergio Fiorentino, dovrebbe arrivare il via libera all’opera della Snam.
Per i Comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento no hub del gas si tratta di un duro colpo che arriva dopo quattordici anni di battaglie rimaste di fatto inascoltate. «L’esito è scontato: il metanodotto verrà autorizzato, contro ogni logica ambientale, climatica, economica e democratica», hanno precisato gli ambientalisti guidati da Mario Pizzola, «perché così vogliono le grandi compagnie dei combustibili fossili che dettano la loro linea non solo al governo italiano ma allo stesso Parlamento europeo che proprio alcuni giorni fa ha classificato come fonti verdi e sostenibili perfino il metano e il nucleare, che potranno quindi ricevere finanziamenti, dirottando miliardi di euro verso fonti dannose per la salute e per il pianeta e sottraendoli alle rinnovabili». Secondo i Comitati cittadini per l’ambiente e il coordinamento no hub del gas determinante per l’esito dell’incontro di domani è stato anche il sì della Regione Abruzzo che si è espresso nelle scorse settimane in merito alla compatibilità dell’opera. «Il metanodotto verrà autorizzato», hanno continuato gli ambientalisti, «grazie anche al voltafaccia del presidente Marco Marsilio, secondo il quale la Regione non ha alcuna competenza su un’opera gigantesca e altamente impattante che devasterà l’ambiente naturale dell’Appennino centrale, vero scrigno di biodiversità, e che andrà ad aumentare i rischi di territori estremamente fragili sotto il profilo sismico. Definiscono la Linea Adriatica, di cui fa parte il Sulmona-Foligno, un’opera strategica, indispensabile per far fronte all’attuale crisi energetica conseguente alla guerra in Ucraina. Ma come può essere strategica un’infrastruttura che, secondo l’ultimo Piano Snam, dovrebbe entrare in esercizio nel 2034? Come può essere fronteggiata una emergenza di oggi a distanza di dodici anni?».
Della stessa opinione anche Nando Galletti, presidente dell’Amministrazione separata degli usi civici (Asbuc) di Paganica e San Gregorio, frazioni dell’Aquila, che ha chiesto al primo cittadino dell’Aquila, Pierluigi Biondi, in merito alla realizzazione del metanodotto Sulmona-Foligno che interesserà anche il territorio di Paganica, attraversando la valle della Madonna d’Appari, di esprimere «parere negativo, ricordando che questa è la posizione finora assunta dal Comune, insieme a quattro Regioni, quattro Province, ventisei altri Comuni, otto Comunità montane, sei Consorzi di bonifica, tre Parchi nazionali e due Autorità di bacino. Lunedì ci sarà una giornata cruciale auspichiamo che sia confermata la contrarietà, rappresentando così la volontà popolare della maggior parte dei cittadini».
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