Mezzogiorno di fuoco sulle tasse Oggi torna in aula l’emendamento

28 Giugno 2018

La misura salva-L’Aquila (primo firmatario D’Alfonso) stamani all’esame dell’aula del Senato Taddei (Associazione piccole e medie industrie edili): «La politica gioca sulla pelle delle imprese»

L’AQUILA. Mezzogiorno di fuoco. Alle 12 torna in aula, per la votazione, l’emendamento salva-L’Aquila di cui è primo firmatario il senatore Pd e presidente della Regione Luciano D’Alfonso. Passaggio fondamentale per neutralizzare il salasso ai danni delle imprese nel braccio di ferro con l’Ue per la restituzione delle tasse sospese dopo il sisma, del 2009.
Riprende stamani, dunque, a Palazzo Madama, la discussione sulla spinosa questione. L’emendamento, inserito nel decreto sul terremoto del 2016, è stato ieri pomeriggio accantonato, in attesa che pervenga la relazione tecnica del ministero del Tesoro, necessaria per capire se c’è la copertura economica per innalzare il cosiddetto “de minimis” da 200mila a 500mila euro. L’emendamento ha il sostegno di tutti i gruppi e l’innalzamento della soglia farebbe diminuire nettamente la lista delle 350 aziende chiamate a restituire circa 100 milioni.
A confermare lo slittamento della discussione è il senatore Gaetano Quagliarello, che nel suo intervento in aula aveva invitato il governo «a riconsiderare il suo giudizio su un emendamento che è stato presentato da tutti i gruppi, quello sulla scabrosa vicenda degli sconti fiscali seguiti al terremoto dell’Aquila, di cui l’Europa ha chiesto la restituzione come aiuti di Stato, peraltro non considerando la franchigia di 500mila euro vigente quando il provvedimento di sostegno agli aquilani è stato approvato». Sta seguendo da vicino la vicenda anche la deputata Stefania Pezzopane. «Il governo sta ora cercando una soluzione che era a portata di mano», spiega la parlamentare Pd, «e su questo emendamento siamo pronti a insistere anche alla Camera. C’è il problema della copertura economica, perché la Commissione Europea ha chiesto la restituzione delle somme, che sono state quindi considerate in entrata. Se non verranno riscosse, questa mancata entrata va comunque coperta».
Sulla questione interviene Danilo Taddei, presidente provinciale Aniem, l’associazione delle piccole e medie industrie edili e manifatturiere. «È aberrante», afferma Taddei, «come la politica continui a giocare sulla pelle delle imprese aquilane». Secondo il presidente Aniem, «il governo giallo-verde ha l’obbligo di riparare il danno causato dai precedenti esecutivi in seguito alla mancata notifica, a suo tempo, del provvedimento di agevolazione del territorio colpito». Taddei ritiene «doveroso per chi attualmente governa pensare, oltre all’annullamento di ogni tipo di azione di recupero, anche allo stanziamento di somme per ristorare i danni alle realtà economiche del cratere, causati dalla permanenza dello stato delle cose: spese legali, consulenze, perizie e quant’altro necessario all’accertamento o quantificazione delle posizioni individuali richieste dal commissario per il recupero delle somme».
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