«Mi sto sentendo male». Poi il buio

1 Settembre 2023

Il racconto degli attimi drammatici mentre i soccorritori tentavano di rianimarlo

L’AQUILA. «Mi sto sentendo male». Il dramma è calato all’improvviso sulla sfilata di apertura della sesta edizione del raduno “Ricordando il Battaglione alpini L’Aquila”. Claudio Ianni aveva i fiori in mano, li avrebbe dovuti depositare sul cippo dedicato alla memoria di Michele Jacobucci, all’incrocio tra la omonima via alla Villa comunale e viale Rendina. «Mi sto sentendo male», sono state le ultime parole prima di accasciarsi a terra. Il collega alpino che era vicino a lui ha cercato di frenarne la caduta a terra, riuscendoci solo in parte. Nelle vicinanze c’era l’ambulanza militare che stava seguendo la sfilata e i soccorsi sono stati praticamente istantanei. «Si riprende», si rassicuravano fra loro gli alpini, mentre i soccorritori iniziavano una lotta strenua contro la morte, praticando il massaggio cardiaco, poi applicando la bombola di ossigeno. I minuti però cominciavano a passare e la situazione appariva sempre più grave. Una cappa di silenzio calava sulla Villa comunale, fra i giochi dei bambini, qualche curioso e gli stand che gli operai stavano montando per gli eventi di oggi e di domani. A quel punto si sentiva solo la voce sintetizzata del defibrillatore che intimava di allontanarsi dal ferito. In lontananza arrivava il suono della sirena dell’ambulanza del 118. I sanitari si sono dati il cambio, mentre la disperazione cominciava a serpeggiare tra gli alpini. Qualcuno si è messo le mani nei capelli, i fiori che Claudio stava portando venivano messi sul cippo. Un altro alpino recuperava il cappello caduto a terra. Non c’era più niente da fare, vani gli sforzi dei soccorritori. I colleghi alpini hanno quindi riavvolto i gagliardetti, qualcuno piangendo sommessamente. Il capogruppo Claudio Ianni se ne è andato, all’improvviso, mentre stava facendo una cosa che amava fare, insieme agli inseparabili amici alpini, quei compagni di cento interventi. I curiosi si allontanavano mentre Claudio Ianni veniva coperto da un telo. Un giovane si allontanava sotto choc. «È la prima volta che vedo un uomo morire».
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