Mia Casa: «Mille abitazioni pubbliche sono in attesa della ricostruzione»

L’associazione Inquilini Assegnatari-Mia Casa d'Abruzzo, in occasione della festività del Natale, vuole ricordare «alle istituzioni della Regione Abruzzo e ai soggetti attuatori della ricostruzione,...
L’associazione Inquilini Assegnatari-Mia Casa d'Abruzzo, in occasione della festività del Natale, vuole ricordare «alle istituzioni della Regione Abruzzo e ai soggetti attuatori della ricostruzione, che solo all’Aquila più di mille abitazioni di edilizia residenziale pubblica non sono state ancora ricostruite e, per conseguenza, più di mille famiglie non possono ritornare nelle loro case». «È sconfortante constatare», spiega il coordinatore del movimento Pio Rapagnà (nella foto), «che questa della “non ricostruzione” si sta configurando sempre più come un vero e proprio scandalo, poiché all’Aquila, per la ricostruzione, sono arrivati contributi economici pubblici e privati e aiuti di ogni genere: eppure, oggi, quello che vediamo, è lo spettacolo desolante di un preziosissimo patrimonio abitativo pubblico lasciato nel degrado più assoluto. La posta in gioco è altissima ed è l’avvio dei lavori di ricostruzione pesante di 1.053 abitazioni pubbliche, di proprietà dell’Ater, del Comune e di ex-Inquilini Iacp e Incis, lasciate in abbandono: questo è il punto. Questo è l’impegno che bisogna mantenere: iniziare la ricostruzione di tutte le abitazioni. Che speranza si può dare alle famiglie sfollate dei recenti terremoti che hanno distrutto interi Paesi e abitazioni del centro Italia e della Provincia di Teramo, di ritornare al più presto a casa, se all’Aquila c'è questo esempio scandaloso di non ricostruzione proprio dell’edilizia residenziale pubblica regionale e comunale, dopo sette anni e otto mesi trascorsi dal terremoto? Abbiamo chiesto al presidente della Repubblica Sergio Mattarella di intervenire e sollecitare l’avvio e la conclusione della ricostruzione pubblica».

