«Mia figlia mimava quei video» Nuove accuse rivolte alla suora 

Contro l’insegnante della scuola dell’infanzia è stata presentata una denuncia da undici genitori Ci sarebbero dei filmati a luci rosse: «La bimba ha detto che glieli faceva vedere uno ad uno»  

AVEZZANO. «Avevo chiesto a mia figlia se aveva visto qualcosa e sono rimasta scioccata quando si è messa sul letto e mimava quei video. Ha detto che ai bambini glieli faceva vedere uno a uno». È il racconto choc di una mamma che ora vuole sapere cosa sia realmente accaduto alla sua bimba di 5 anni tra quelle mura scolastiche all’interno della quali si sarebbe dovuta sentire protetta come a casa. Piange disperata e quasi non riesce parlare mentre cerca di raccontare quel brutto episodio domandandosi cosa possa nascondersi dietro comportamenti tanto inconsueti e apparentemente inspiegabili mostrati all’improvviso dalla sua figlioletta.
La piccola frequenta una scuola materna della Marsica gestita da un istituto religioso (omettiamo il comune a tutela dei minori e delle famiglie coinvolte nella delicata vicenda) finita sotto i riflettori della magistratura dopo una denuncia per maltrattamenti presentata da un gruppo di 11 genitori ai carabinieri. Le pesanti accuse, tutte da dimostrare, sono state mosse nei confronti di una suora che insegna nella scuola dell’infanzia.
Agli inquirenti le mamme e i papà hanno riferito di «strattoni, pugni in testa» e metodi di punizione ritenuti troppo rigidi con i piccoli scolari «lasciati per ore in castigo con il volto rivolto verso il muro oppure chinato sul banco». Alcuni hanno aggiunto «che i loro figlioletti piangevano a dirotto perché non volevano più andare a scuola». Racconti e comportamenti che hanno spinto alcuni a dubitare dell’ambiente scolastico. Ma ci sarebbe di più. Sulle chat di gruppo dei genitori sarebbero spuntati audio e video che farebbero intuire tutt’altro, facendo avanzare il terribile sospetto che ai piccoli sarebbero stati fatti vedere dei video a sfondo sessuale durante l’orario scolastico. Sulla delicata vicenda che sta suscitando tanta indignazione c’è il massimo riserbo investigativo. Le indagini sono portate avanti dai carabinieri di Avezzano coordinati dal capitano Luigi Strianese. Si tratta di accuse gravi e anche difficili da dimostrare visto che la fuga di notizie nella primissima fase dell’attività investigativa ha impedito agli inquirenti di piazzare cimici e telecamere nella scuola alla ricerca di riscontri oggettivi considerata l’età dei minori. La storia è venuta a galla giorni fa quando un gruppo di mamme e papà si è dato appuntamento fuori dal cancello della scuola decisi una volta per tutte a chiedere spiegazioni all’insegnate. Ma inevitabilmente gli animi si sono scaldati e alla fine sono dovuti intervenire i carabinieri. Le gravi accuse mosse alla religiosa e le voci circolate in paese hanno spinto i militari a convocare i genitori. Uno degli audio è stato acquisito dai militari.
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