Micron, ecco 150 miliardi di dollari: piano anche per l’azienda marsicana

22 Ottobre 2021

La multinazionale investe fino al 2031, coinvolto il campus della ricerca. Avviati colloqui di lavoro Gli ingegneri guidano progetti tra i più avanzati e innovativi al mondo per sviluppare memorie flash 

AVEZZANO. Un investimento di 150 miliardi di dollari fino al 2031 per Micron, multinazionale americana che ha ad Avezzano il principale stabilimento tra i cinque in Italia. Parte del finanziamento per la ricerca e lo sviluppo sarà destinato proprio all’azienda marsicana, dove attualmente lavorano 110 persone, più che altro ingegneri che sviluppando i prodotti flash. Previsto un ulteriore incremento occupazionale, tanto che sono in corso colloqui con giovani ingegneri (ma è prematuro ipotizzare dei numeri). Ad Avezzano, dove il campus della ricerca si trova nei ristrutturati locali di Sviluppo Italia in via Newton, già si concentra un terzo della produzione sviluppata per le memorie flash.
IL PIANO DI ESPANSIONE
In questo sforzo, fa sapere l’azienda, rientra anche «una potenziale espansione, a cominciare dagli Stati Uniti, con un nuovo impianto produttivo». Secondo Micron, la richiesta di memoria – che oggi rappresenta circa il 30% del mercato dei semiconduttori – crescerà in futuro, essendo un componente essenziale per qualsiasi settore della cosiddetta data economy. «I vettori di crescita come il 5G e l’intelligenza artificiale amplieranno l’uso della memoria e dello storage (supporti per la memorizzazione) nei datacenter e nell’edge computing, oltre che in aree come l’automotive e una varietà di dispositivi finali», sottolinea l’azienda in una nota.
«ESTENDERE LA LEADERSHIP»
«La leadership di Micron nelle tecnologie dram e nand e la forza della nostra roadmap ci consentono di investire con fiducia oltre 150 miliardi di dollari per estendere la nostra leadership nel settore nel prossimo decennio e fornire prodotti differenziati ai clienti», ha affermato il presidente e amministratore delegato di Micron, Sanjay Mehrotra (nel giugno 2019 venne in visita nello stabilimento avezzanese, ndr). «Non vediamo l’ora», ha aggiunto il Ceo di Micron, «di lavorare con i governi di tutto il mondo, compresi gli Stati Uniti, dove i finanziamenti chips e il fabs act dovrebbero aprire le porte a nuovi investimenti nel settore, mentre consideriamo siti per supportare la nostra futura espansione». Secondo Micron «i costi di produzione della memoria negli Stati Uniti sono superiori del 35-45% rispetto ai mercati a basso costo dotati di un ecosistema dei semiconduttori consolidato. I finanziamenti per supportare la nuova capacità produttiva e un credito d’imposta rimborsabile sugli investimenti sono fondamentali per la potenziale espansione della produzione negli Stati Uniti».
COSì IN ITALIA E NEL MONDO
Oggi Micron – ad Avezzano ha mantenuto un avanzatissimo centro di ricerca dopo la cessione a LFoundry – opera complessivamente in tredici Paesi. Il quartier generale è a Boise (Idaho-Usa), dove si svolgono principalmente ricerca e sviluppo sulle tecnologie di memoria e storage più avanzate e che le consentono di contrastare Samsung e Sk hynix. Cinque gli stabilimenti italiani (Avezzano, Vimercate, Agrate Brianza, Arzano e Padova) con 600 dipendenti in totale. I gruppi di Avezzano guidano progetti tra i più avanzati e innovativi nel mondo, sotto la supervisione del marsicano Claudio Mari, il site manager di Avezzano e Padova.
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