Migranti, lezioni d’accoglienza Legnini: «Emergenza carceri»

26 Novembre 2016

Il capo della polizia Franco Gabrielli: l’Italia non può accogliere tutti, il buonismo non aiuta Messaggio di fratellanza di uno studente: siamo tutti dei fiori di campo, stiamo bene insieme

AVEZZANO. Da un lato ci sono le parole del capo della polizia, Franco Gabrielli: «L’Italia non può accogliere tutti perché credo che sia un atto di buonismo che non ha un respiro prospettico». Dall’altro c’è la riflessione del vescovo dei Marsi, monsignor Pietro Santoro: «Ogni giorno i migranti bussano alle porte del nostro Paese: vanno aperte quelle della nostra umanità prima che della nostra società». Nel mezzo l’intervento del vice presidente del Consiglio superiore della magistratura, l’abruzzese Giovanni Legnini: «Quello dell’immigrazione è un fenomeno globale che riguarda tutti i Paesi occidentali e che non può essere letto in una chiave localistica».

Ecco gli spunti offerti dalle tre importanti personalità alle decine di studenti nell’aula magna del Liceo “Croce”, invitate ad assistere alla giornata dedicata al tema dei migranti. Evento organizzato dall’associazione Rifare l’Italia-Abruzzo, rappresentata da Michele Fina, consigliere del ministro della Giustizia, Andrea Orlando, dall’avvocato Loreto Ruscio, e da Vincenzo Rea, insegnante dell’Istituto “Serpieri” di Avezzano, con la collaborazione degli Istituti “Serpieri” e “Galilei”, dei Licei “Torlonia”, “Pollione” e “Croce” e dell’Istituto “Argoli” di Tagliacozzo. In mattinata i ragazzi hanno presentato i lavori svolti sul fenomeno dell’immigrazione. In uno di questi un giovane ha scritto: «Siamo tutti dei fiori di campo e stiamo bene tutti insieme». Nel pomeriggio il dibattito con Gabrielli, già prefetto all’Aquila, Legnini e Santoro.

Michele Fina ha ribadito che si sta lavorando a provvedimenti governativi, con le grandi piattaforme digitali, per mettere un freno all’odio dei “leoni da tastiera”.

«Non esiste la tematica dell’immigrazione, esistono le persone», ha sottolineato il vescovo, «i ragazzi marsicani sono culturalmente favorevoli all’accoglienza. Pensiamo che Fair, Lorenzo, Archimedes avrebbero accettato di essere trattati come schiavi del sesso se non fosse per mandare qualche soldo a casa? Ho davanti a me gli occhi e i volti dei ragazzi che ho nominato. Solo l’incontro con l’altro può dissipare ogni dubbio. Solo guardare l’altro negli occhi può farci capire la bellezza e la scoperta della passione dell’uomo per l’uomo. Un quarto dei migranti ha richiesto asilo soltanto nelle strutture della Chiesa, come anche nella Marsica».

Franco Gabrielli ha più volte ribadito il concetto di integrazione: «Dobbiamo avere la consapevolezza che se queste persone non trovano adeguata accoglienza sono costrette a prendere altre strade. Gli attentati terroristici degli ultimi anni hanno una costante: sono stati compiuti da cittadini residenti in questi Paesi. Il tema della radicalizzazione di cui spesso si parla non è la causa ma è l’effetto della marginalità. E non può essere solo economica, spesso è sociale. Integrare queste persone vuol dire aiutare loro ma anche noi».

Il vice presidente del Csm, Legnini, ha fatto riferimento al sondaggio svolto tra 475 studenti sul tema dell’immigrazione. Sondaggio pubblicato ieri dal Centro. «Gli esiti di questa indagine», ha affermato Legnini, «non solo costituiscono dati ed elementi di riflessione, ma sono anche elemento di positività. C'è un problema di sicurezza, di capienza delle carceri ma dobbiamo capire che non possiamo emarginarci e distaccarci da quello che sta accadendo nel mondo».

Gli studenti in sala applaudono. Tra loro anche Medel, 17 anni. «Di dove sono? Ghana. Ma era una vita fa. Adesso sono avezzanese».

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