Mimmo il massaggiatore lascia dopo 44 anni

AVEZZANO. Nel giorno in cui festeggia le nozze d’oro con la signora Ida, Domenico Vicini (Mimmo per gli amici), decide di abbandonare il mondo del calcio del quale ha fatto parte per ben 44 anni....
AVEZZANO. Nel giorno in cui festeggia le nozze d’oro con la signora Ida, Domenico Vicini (Mimmo per gli amici), decide di abbandonare il mondo del calcio del quale ha fatto parte per ben 44 anni. Una decisione che era nell’aria, ma che tutti quelli che lo conoscono e che hanno saputo apprezzare la sua opera, speravano che venisse rimandata. Caposala nella divisione di chirurgia dell’ospedale di Avezzano, dirigente del personale sanitario non medico e vicedirettore didattico nella scuola per infermieri. Ha al suo attivo la formazione di tante giovani leve, ma gli amanti del pallone lo ricordano in particolare come storico massaggiatore dell’Avezzano calcio fin dal lontano 1974. Massaggiatore, ma anche confidente e amico dei tanti calciatori e dirigenti che ha conosciuto nel corso della sua lunga carriera. Ma del dorato mondo del pallone, Domenico Vicini ama ricordare in particolare un paio di episodi. Erano gli anni ’80 e allo stadio dei Pini stava giocando la sua Avezzano: «A un certo punto vedo accasciarsi una persona dietro la porta Nord. Mi rendo conto dell’accaduto e vedo in terra, colpito da infarto, il papà del nostro calciatore Nardone. Capisco che non c’è tempo da perdere e mentre qualcuno provvede a chiamare l’ambulanza, riesco a praticargli il massaggio cardiaco e a tenerlo in vita in attesa del trasporto in ospedale».
Di stiramenti, distorsioni e contratture, Domenico Vicini potrebbe parlare per ore, ma nel suo cuore è rimasto un altro episodio altrettanto significativo: «Ancora verso la fine degli anni ’80, a San Salvo è di scena l’Avezzano e tra i tifosi locali un ragazzo si sente male; sugli spalti noto un fuggi fuggi, qualcuno grida aiuto e alla fine mi costringono a salire sui gradoni dove c’è un giovane tifoso già coperto con il lenzuolo». Si emoziona ancora, Mimmo: «Devo vincere anche la resistenza dei carabinieri per sollevare il panno bianco e anche stavolta inizio a praticare le tecniche di rianimazione apprese in ospedale, riuscendo a salvare il ragazzo che poi diverrà anche mio figlioccio». Da domani Domenico Vicini sarà un pensionato che però mancherà a tanti sportivi. Buona vita, Mimmo!
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