Minacce al barista, assolta perché alcolista

3 Aprile 2021

La donna sì alterò al rifiuto di versarle da bere, per il giudice di pace era incapace di intendere e volere

LUCO DEI MARSI. È stata riconosciuta incapace di intendere e di volere e dunque assolta la 43enne di Luco dei Marsi accusata di minacce nei confronti del proprietario di un bar del paese, perché si era rifiutato di versarle l’ennesimo bicchiere di alcolico, e di lesioni alla madre anziana del commerciante intervenuta durante un parapiglia tra i due davanti al locale. Assistita dall’avvocato Mario Del Pretaro del Foro di Avezzano, nei giorni scorsi la signora è dovuta comparire davanti al giudice di pace di Pescina, rappresentato da Gabriele Di Girolamo, che ha ritenuto l'imputata incapace di intendere e di volere all’epoca dei fatti sulla base della documentazione medica prodotta dal difensore sulla sua grave dipendenza da alcol certificata anche da un ricovero precedente in una struttura sanitaria. I fatti risalgono al marzo del 2015, quando la 43enne si era recata al bar “Stadio” di Luco e una volta all’interno aveva iniziato a consumare diversi bicchieri di alcolici insieme ad altri avventori. All'ennesima richiesta da parte della donna, il titolare dell'attività aveva pensato bene di dire di no, rifiutandosi di servirle un altro bicchiere visto che gli effetti dell’alcol sulla signora era diventati abbastanza evidenti. Un rifiuto che ha mandato su tutte le furie la 43enne. Secondo quanto denunciato dal barista, la donna avrebbe iniziato a gridare facendo scappare via tutti i clienti del locale. All’invito del proprietario del bar ad accomodarsi fuori, la luchese, per tutta risposta, avrebbe incominciato ad inveire contro il malcapitato con offese e minacce prima si essere cacciata via dal locale. Secondo il racconto del povero barista, sarebbe rimasta fuori al bar per tutta la notte nascondendosi dietro le auto parcheggiate in strada per poi ricomparire puntualmente non appena la porta veniva riaperta dal gestore. Nel parapiglia tra i due sarebbe intervenuta anche la madre del barista, un'anziana di 80 anni, che la luchese avrebbe spinto a terra facendole perdere i sensi senza alcun rispetto per la sua età. Tuttavia nel processo la 43enne è stata assolta. E’ emerso che l'imputata in passato era stata ricoverata in una clinica proprio a causa dell’alcolismo, aspetto per il quale il giudice ha ritenuto che non fosse capace di intendere e di volere all’epoca dei fatti. (f.d.m.)
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